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La Bottega dell’opera di Manuela Frosali

bottegadellopera.jpgStage di perfezionamento per giovani cantanti lirici e strumentisti promosso dall’Accademia Lirica Toscana “D. Cimarosa”.
L’Accademia Lirica Toscana “D. Cimarosa”, presenta il primo Stage di perfezionamento scenico per cantanti lirici e strumentisti “La Bottega dell’opera” che si svolgerà a Cortona (Ar) dal giorno 14 al giorno 29 settembre 2007.
Lo stage nasce in collaborazione con il Comune di Cortona, l’Atelier della Voce di Firenze e l’Accademia degli Arditi di Cortona.

Tutti i partecipanti avranno la possibilità di perfezionarsi con lezioni individuali e colletive e, alla fine del corso, metteranno in scena l’opera comica in un atto di Domenico Cimarosa L’impresario in angustie. La direzione d’orchestra sarà affidata a Simone Perugini, curatore anche della nuova edizione della partitura e la regia a Manuela Frosali in collaborazione con Franco Sandrelli.
Lo stage prevede lezioni di Canto, di Arte scenica e seminari specifici sull’uso della voce. Parteciparanno, in qualità di Docenti, Simone Perugini, compositore e direttore d’orchestra, Michael Aspinall, cantante, musicologo e Docente di canto esperto nel repertorio belcantistico, Gabriella Minarini, Audio-vocal coach e Direttrice dell’Atelier della Voce di Firenze, Carlo Paolillo, audio-vocal coach, Ersilia Monacchini, attrice teatrale.
Il corso di chiuderà, come detto, con la messa in scena dell’opera cimarosiana L’impresario in angustie composta su geniale libretto di Giuseppe Maria Diodati. L’Accademia Lirica Toscana “D. Cimarosa” è particolarmente interessata allo studio e alla riproposta sulle scene dei lavori del grande compositore aversano. Proprio per questo motivo, durante il primo anno di attività, viene riproposta sulle scene del Teatro Signorelli di Cortona uno tra i titolo più celebri del musicista ma, paradossalmente, meno rappresentati.
L’edizione musicale curata da Simone Perugini, Direttore artistico e musicale dell’Accademia Lirica Toscana “D. Cimarosa” risulta poi particolarmente interessante poiché ripropone, per la prima volta in tempi moderni, la versione viennese dell’opera curata, con molta probabilità, da Cimarosa stesso durante la propria permanenza nella capitale asburgica.
L’impresario in angustie ebbe la sua prima esecuzione al Teatro Nuovo di Napoli nel 1786 e fin da allora fu salutato come uno dei maggiori successi del compositore. Nel giro di pochi anni la «farsa per musica in un atto» (così si legge sul frontespizio del libretto stampato in occasione della prima rappresentazione) aveva già fatto il giro dei maggiori teatri italiani. Dopo poco tempo iniziò la propria conquista dei teatri stranieri. Nel 1793 approdò a Vienna dove Cimarosa, dal 1792, era impiegato come compositore di corte. Probabilmente in collaborazione con alcuni assistenti e con il compositore J. Weigl, elaborò una versione in due atti dell’Impresario in angustie per adattarlo alle diverse esigenze del grande Burgtheater rispetto a quelle, certamente meno pretenziose, del piccolo Teatro Nuovo partenopeo.
La versione viennese risulta essere completamente differente da quella originale napoletana: vennero aggiunte una Sinfonia introduttiva (e che corrisponde al solo primo tempo di quella che Cimarosa compose nel 1781 per l’opera buffa Il convito), un’aria per il personaggio di Gelindo (il maestro di musica), un’aria per Doralba (mezzo-soprano), un nuovo duetto tra Fiordispina e Perizonio, un’aria per il personaggio di Strabinio e sostituì l’originale aria di Fiordispina Io son placida e serena con una nuova Aria, preceduta da un recitativo strumentale Numi!... che sento! divertente parodia dell’aria Son regina e sono amante tratta dell’allora celeberrimo melodramma Didone abbandonata di Metastasio. Il Quintetto Anima fella e cotta, uno dei maggiori successi dell’Impresario fin dalla sua prima apparizione nel 1786 e che nella versione originale si trovava a metà dell’atto unico, viene, nella versione viennese del 1793, adattato a finale concertato del primo atto. Tutto questi cambiamenti inseriti all’interno di uan drammaturgia completamente rivista nel finale. Se nella versione originale, infatti, l’impresario Perizonio fugge con la cassa lasciando la propria compagnia senza lavoro, nella nuova versione la situazione tragica viene risolta, all’improvviso, dal personaggio di Strabinio, amante di Doralba, il quale eredita una enorme fortuna da un vecchio zio deceduto. Con questo denaro sposerà l’amata Doralba e rileverà la compagnia di canto. La versione originale si concludeva con un duetto, la versione viennese con un grande concertato a sei voci.
L’Accademia Lirica Toscana “D. Cimarosa” dedica lo stage La Bottega dell’opera a due grandi artisti prematuramente scoparsi: Talmage Fauntleroy, regista, direttore artistico di Studio Lirico e grande studioso dell’opera cimarosiana (sua è, infatti, la prima monografia sul compositore aversano scritta il lingua inglese, Domenico Cimarosa, his life and his operas) e Oslavio di Credico, grande cantante lirico, interprete e appassionato di opere della gloriosa scuola napoletana. Il primo è stato anche uno dei maestri di Simone Perugini, assieme al quale ha collaborato per diversi anni nell’ambito del progetto Studio Lirico, del quale La Bottega dell’opera si pone come erede e continuatore.
Manuela Frosali

 

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