Si è svolto oggi, presso l’auditorium dell’ex macello di via Tristano, l’incontro con i partner universitari del programma Urban Italia. Docenti italiani e stranieri hanno proposto all’amministrazione Ciaramella le idee per la riqualificazione del centro storico, frutto di due anni di lavoro. “Ringrazio – ha detto il sindaco Mimmo Ciaramella – tutti coloro che hanno partecipato a questo importante e qualificato lavoro. In questi giorni, si parla con grande libertà di rivitalizzazione del centro storico; peccato che lo si faccia senza avere le competenze e le conoscenze adeguate. Come amministrazione, abbiamo richiesto l’intervento di esperti internazionali, che hanno portato il loro prezioso contributo per continuare la strada già intrapresa di recupero del tessuto della città vecchia. Siamo consapevoli che si tratta di un percorso molto lungo, ma noi abbiamo avuto il coraggio di aver tracciato la strada da seguire”.
“Attraverso questo programma – ha detto l’assessore al ramo Isidoro Orabona – siamo riusciti a lasciare una traccia visibile per intraprendere un intervento sul centro storico. Il lavoro che è stato fatto può servire come base per incidere, in termini di operatività, la trasformazione della città. Certo, ogni ipotesi di recupero non può che essere proiettata a medio termine e questo, spesso, va contro la mentalità politica che vorrebbe risultati immediati e visibili”. Molti i docenti presenti all’incontro, che si concluderà domani mattina con un convegno sui ‘non-luoghi’: Carla De Feo, Andrea Del Bono, Claudio Gridellini, Kornelia Kissfazekas, Gabor Locsmandi, Valentina Moimas, Emmanuel Perreau, Philippe REvault, Renè Tabouret. Del Bono ha sottolineato come “l’intervento sul centro storico non vuole essere urbanistico ed architettonico, ma sociale: bisogna cercare il significato del futuro del centro storico e la modalità di gestione del progetto”. Lungo ed elaborato l’intervento di Tabouret. “Per rivitatizzare il centro storico è necessario – ha detto – valorizzare i monumenti, trasformare gli edifici antichi dando loro nuove funzioni, realizzare percorsi di attrazione dove collocare commerci, librerie, spazi espositivi, mantenere e consolidare la popolazione studentesca. In particolare, l’armonica bellezza degli interventi moderni deve essere inserita nel quadro della città normanna e barocca. Questo ambiente originale potrà accogliere il turismo, attrarre delle manifestazioni scientifiche e culturali e incontri di lavoro accanto alla tumultuosa confusione di Napoli”. Tabouret ha posto anche le condizioni per la riuscita della rivitalizzazione, ovvero la forza dell’innovazione architettonica e tecnica e il rigore dell’amministrazione, in grado di creare un ‘comitato di pilotaggio’ per la realizzazione degli interventi.


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