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AVERSA - Buttiglione all'Ex Macello (c.s. Enza Picone)

buttiglione.jpgEra stracolmo l’auditorium dell’ex macello per l’arrivo del Presidente nazionale dell’Udc, il senatore Rocco Buttiglione. Con il segretario cittadino del Partito Cesario Liguori e l’on. Domenico Zinzi, il sindaco Mimmo Ciaramella, candidato a succedere a se stesso, ha strappato gli applausi di una platea che ha ascoltato, con grande interesse, le dichiarazioni dei leaders politici.

“Stiamo vivendo – ha esordito Liguori – una campagna elettorale esaltante ed insidiosa nello stesso tempo. Esaltante: abbiamo una squadra fortissima che si presenta alla competizione elettorale, composta da tanti componenti della società civile, alcuni già abituati all’agone politico, altri che, con grande entusiasmo, hanno per la prima volta scelto di scendere in campo. La posta in gioco è altissima: la continuazione di un programma ambizioso ma realistico per il riscatto della città. Ma si tratta anche di una campagna elettorale insidiosa, da diversi punti di vista: il confronto con gli altri candidati non è politico, ci sono, dall’altra parte, molti candidati e partiti solo virtuali, mancano interlocutori reali con cui poter ragionare di programmi e di punti programmatici. E poi, sono in atto meccanismi di richiesta del voto che niente hanno a che fare con la politica e si utilizzano, in maniera strumentale, simboli politici che dire equivoci è un eufemismo. Per fortuna, i partiti non sono fatti solo di simboli, ma anche di persone con una storia alle spalle, ed esiste una sola Udc, con i suoi uomini ed i suoi valori di riferimento”. Liguori ha anche parlato della Provincia di Aversa, “richiesta reale – ha sottolineato – e non mera rivendicazione di orgoglio campanilistico”. Ampio e sicuro l’intervento del sindaco Mimmo Ciaramella che ha voluto, in primis, ringraziare l’on. Zinzi per aver lavorato affinché “il centrodestra si presentasse compatto alle elezioni, con l’indispensabile componente dell’Udc”. “Ad una settimana dal voto – ha detto Ciaramella – posso dire che abbiamo vissuto una campagna elettorale anomale. Io, abituato a vivere il confronto con gli avversari politici come un corpo a corpo, in maniera leale ma con lo slancio e la passione che da sempre mi contraddistinguono, dopo il confronto televisivo su Rai3, ho avuto la sensazione che Stabile si ritirasse da ogni tipo di contradditorio. Mi riferisco a Stabile, perché gli altri tre candidati, Iorio, Rosato e Santulli non hanno alcuna possibilità di diventare sindaci, considerata l’esiguità delle forze che li sostengono. Amo lo sport, e le competizioni sportive insegnano che, in una sfida, il favorito deve aspettare le mosse dello sfidante, invece, dall’altra parte si registra un’inerzia sconvolgente. Ma, comunque, non dobbiamo cullarci sugli allori, dobbiamo continuare ad andare in giro, a parlare del programma, a convincere per vincere”. E Ciaramella ha parlato di quanto già fatto e quanto ancora si deve realizzare. “Il lavoro di questi cinque anni è sotto gli occhi di tutti: abbiamo realizzato infrastrutture e lavori pubblici, senza aumentare di un solo euro le tasse degli aversani. Ma tanto è stato fatto anche nel campo della cultura, delle politiche sociali, dell’edilizia scolastica. In questi anni, abbiamo, per fare un solo esempio, aperto sette nuove scuola, l’ultima delle quali sarà aperta proprio domani (oggi, alle 18, per chi legge). Nei prossimi cinque anni, su queste basi, lavoreremo per migliorare la qualità della vita e la vivibilità, alzeremo il tiro, insomma”. Ed infine, un ultimo affondo nei confronti di Stabile. “C’è un ottimismo pericoloso in giro. E’ vero, tutti i sondaggi mi danno vittorioso al primo turno, è vero i cittadini hanno voglia di votare e di dare fiducia nuovamente al sindaco Ciaramella, ma i conti si fanno alla fine, alla chiusura delle urne, ed una vittoria è tale solo dopo il triplo fischio dell’arbitro. Stabile, caduto in una gigantesca gaffe, ha dichiaro che la sua prima opera come sindaco sarebbe l’abbattimento del muro perimetrale del Parco Pozzi. Ebbene: quel cantiere è già aperto da tempo, gli realizzo io il suo sogno, lui se ne ritorni a casa”. “Ciaramella sa parlare con il cuore – ha detto Zinzi – in cinque anni ha cambiato il volto della città. Ed il voto per lui è anche un voto contro Prodi, per mandare a casa un governo di centrosinistra che nulla sta facendo”. Zinzi ha anche fatto riferimento alla politica regionale, “allo sfascio, grazie all’asse Bassolino-De Mita, in tutti i campi, soprattutto per quanto riguarda i rifiuti e la sanità”. Anche Bottiglione ha puntato l’accento sulla politica nazionale. “Il governo Prodi – ha detto – è impopolare, dopo un solo anno, si deve registrare un bilancio davvero fallimentare. Ha colpito gli italiani sia al cuore, con le politiche contro la famiglia, sia al portafoglio, con una finanziaria che aumenta le tasse a tutte le categorie, forti e deboli, senza distinzione. Del resto, l’attività parlamentare è improduttiva perché il governo è troppo debole, reggendosi sui pochi voti dei senatori a vita. Quanto più durare un governo di sinistra che neanche riesce a chiudere il contratto con gli statali, e che è riuscito a provocare la minaccia di sciopero degli stessi sindacati? “. Bottiglione ha parlato anche della Regione Campania ed ha confrontato la situazione della nostra Regione con quella della Sicilia. “In Campania è aumentato il numero degli omicidi per camorra e non si riesce a costruire un termovalorizzatore, per chiudere il ciclo dei rifiuti. In Sicilia, il numero degli ammazzati per mafia è diminuito e sono riusciti anche lì ad avviare una nuova fase della gestione dei rifiuti, con la costruzione del termovalorizzatore. Allora, dobbiamo registrare il fallimento di un modello di gestione, fallimentare ed oppressiva, contro cui c’è bisogno di schierare una ribellione morale”. Ed, infine, uno squisito riferimento filosofico. “Ci sono due modelli antropologici a confronto, portatori anche di due diverse concezioni di Europa: il primo che difende i valori della famiglia, la dignità della persona come portatrice di bene e civiltà, il secondo che vede un uomo egoista e narcisista, chiuso in se stesso, abituato a relazioni fugaci e passeggere. Ed allora, il voto per il centrodestra e per Ciaramella è anche un voto che difende i nostri valori ed i nostri ideali”.

 

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