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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 03.06.07 11:08.

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PORDENONE - 9 - 29 giugno, La Roggia, a cura di Enzo Di Grazia Mostra di "Joze Cjuha" di Dejan Mehmedovič

la%20roggia.jpgSabato 9 giugno, alle ore 17, l'Associazione Culturale "la roggia" inaugura, nella sede di viale Trieste 19, la mostra personale di Jože Cjuha, uno degli artisti di maggiore prestigio della Slovenia. L'autore che nel 1976 tenne già una personale di pittura che riscosse un notevole successo a Pordenone nella galleria "la roggia" (vecchia sede di corso Garibaldi), ritorna con la sua produzione più recente ad oltre trent'anni di distanza e sarà personalmente presente all'inaugurazione Jože Cjuha, nato il 26 aprile del 1924 a Trbovlje, in Slovenia, vive tra Parigi, Lubiana e l'isola di Šipan. Ha studiato pittura all'Accademia di arti figurative di Lubiana dove nel 1952 si è anche specializzato nella pittura murale. Nei tardi anni Cinquanta ha studiato l'arte e la filosofia buddiste all`Università di Rangoon. Ama viaggiare e viaggiando ha iniziato ad interessarsi all'arte bizantina e orientale in genere. Jože Cjuha è un artista di grande prestigio internazionale che vanta più di venti premi e riconoscimenti tra i quali il Grand Prix delle biennali di Seul, Alessandria, Cracovia e Lubiana. Nel 1967 ha vinto il premio del Fondo Prešeren e nel 1981 il Premio Jakopič. Inoltre ha avuto le onorificenze Chevalier de l`ordre des arts et des lettres (1996) e Oesterreichisches Ehrenkreuz fuer Wissenschaft und Kunst (1999). Dal 2004 è anche membro permanente dell`Accademia russa delle arti. Con questa mostra si conclude la stagione espositiva 2006/2007; in ottobre la sede riaprirà per nuova stagione espositiva che sarà inaugurata da una personale di Mirella Brugnerotto.
Segue articolo di critica >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>


>>> Articolo di critica >>>
Senz`altro, quando parliamo dell`arte di Jože Cjuha stiamo parlando di eccellenza. Sono decenni che Jože Cjuha rientra nell`apice della moderna creatività figurativa slovena e questa mostra ne è un`indubbia conferma.
Anche questa volta il suo lavoro è rappresentato da immagini perfette, proprie di un virtuoso. Le serigrafie sono recentissime, infatti, risalgono agli ultimi mesi, nell`ambito della collaborazione con lo studio grafico Sqart dove sono state stampate. Per quel che riguarda i contenuti l`opera, dal titolo indicativo sul piano del significato, ossia "La danza delle marionette",rappresenta una continuazione spontanea ma allo stesso tempo ponderata della scelta espressiva dell`autore che resta fedele al principio di fondo dei suoi racconti visivi. Si potrebbe dire che Jože Cjuha sia uno straordinario "costruttore" del reale nel surreale e che il racconto che si va travasando come una traccia ricorrente da una sua testimonianza all`altra, si allacci a un certa stabilita` delle sue espressioni contenutistiche e motiviche. L`espressivita` poggia sulla densita` figurale della superficie che abbonda di movimento tra protagonisti insoliti e speciali.
L`atmosfera creata dalle immagini è enigmatica e agisce in prevalenza come la visualizzazione di una specie di spettacolo teatrale. I racconti in immagini scorrono solitamente in un indefinibile "interno inscenato", dalla base indefinita e non identificata, in uno spazio che guadagna volume con il gioco delle figure, protagoniste delle storie narrate. L`immagine neutrale, creata "a scopo di illusione", viene così messa a terra soprattutto nelle definizioni caratteriali dei protagonisti figurali ossia in presenza degli oggetti come loro attributi. La scena centrale occupata nella presente serie da una figura autonoma in una posa imponente, fa capo come culmime dell`evento, come testimonianza, ad una complessa pleiade di premesse storico-iconografiche che nella sfera dell`associazione aprono un gonfio sfondo del contingente contenutistico di immagini. Tutto è pieno di uno spirito narrativo, simbolico ma allo stesso tempo sentimentale, spontaneamente vissuto. Senza dubbio spicca nel senso del linguaggio figurale espressivo la specifica forma delle figure che trae spunto da basi archetipiche antropomorfe e animali.
La creazione delle figure occupa un posto particolare nella sfera pratica dell` autore. Si potrebbe dire che l`autora si serve di un approccio illustrativo che si ispira al disegno dalla base lineare che specificatamente articolata cresce spontaneamente fino a diventare figura con il suo volume. È una miscela di costellazioni di linee e piani che sulla base della disposizione lineare e di un particolare intarsio cromatico similmente ad un corpo vuotato si riversa come spinto da un fuso per plasmarsi in una massa figurale alquanto solida. Come già accennato la figura occupa uno status primario nell`opera dell` artista. Sicuramente l`esperienza creativa di Cjuha è un lungo viaggiare attraverso diverse verifiche sulla base della forma e del colorito, della mobilita` o staticità della materia visiva, insomma, l`esplorazione di un adeguato trasporto del piano allo spirito. Il segmento figurale vi compare come elemento basilare, è mezzo di rivelazione e di espressività la base del contenuto e del modo.
La stilistica che imposta è rifinita a perfezione e porta il segno dell`autore. La figura tracciata da Cjuha rappresenta una forma particolarmente estetizzata della figura visiva che è andata sviluppandosi in armonia con lo sforzo dell`autori di mettere a fuoco diversi approcci contenutistici e aspirazioni ideali. Stilizando la percezione obiettiva con una modellatura delle estremità manieristicamente estese essa definisce il significato delle opere del pittore lasciando nel contempo una grande libertà di scelta delle proposizioni simboliche e attributive. Probabilmente la portata contenutistica delle presenti opere, indirettamente suggerita dai titoli, è intesa a rappresentare la modernità ossia esprime un certo commento che l` autore vuole dare dell`attualità sociale. Senz`altro, però, l`analisi iconografiche delle opere che sono qui esposte si sta aprendo dinanzi a noi come un ventaglio che può perdersi in un campo infinito di convenzioni e spiegazioni ma che finisce sempre per conservarsi ammettendo diversità e possibilità aperte.
In ultima analisi si potrebbe affermare che l`immagine dell`artista è una testimonianza eterna, un`impronta calligrafica, un personale palinsesto che in un ambiente cromatico apre in modo espressivo o lirico un simbolico angolo di comunione dell`iconicità e superiorità spirituale dell`Oriente con il rigore razionalizzato dell`Occidente. L`esperienza del pittore è vasta e la sua poetica narrativa interviene in profondità del conscio e del noto.
Dejan Mehmedovič
Jože Cjuha è nato il 26 aprile del 1924 a Trbovlje. Vive tra Parigi, Lubiana e l`isola di Šipan. Ha studiato pittura all`Accademia di arti figurative di Lubiana dove nel 1952 si è anche specializzato nella pittura murale. Nei tardi anni Cinquanta ha studiato l`arte e la filosofia buddiste all`Università di Rangoon. Ama viaggiare e viaggiando ha iniziato ad interessarsi all`arte bizantina e orientale in genere. Jože Cjuha è un artista di grande prestigio internazionale che vanta piu` di venti premi e riconoscimenti tra i quali il Grand Prix delle biennali di Seul, Alessandria, Cracovia e Lubiana. Nel 1967 ha vinto il premio del Fondo Prešeren e nel 1981 il Premio Jakopič. Inoltre ha avuto le onorificenze Chevalier de l`ordre des arts et des lettres (1996) e Oesterreichisches Ehrenkreuz fuer Wissenschaft und Kunst (1999). Dal 2004 è anche membro permanente dell`Accademia russa delle arti.

 

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