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Proteste contro Bertolaso; Giustiniani (Cec): "Lo Stato è percepito come un rivale" (Agenzia Sir)

rifiuti%202.jpg“La situazione in Campania rispetto all’emergenza rifiuti è veramente gravissima”: è Pasquale Giustiniani, membro della Commissione per la Giustizia, la pace e la salvaguardia del creato della Conferenza episcopale campana (cec), a commentare al Sir l’episodio che ha visto protagonista, stamattina, ad Ariano Irpino, il commissario straordinario per i rifiuti, Guido Bertolaso. Giunto nella città per incontrare il sindaco e i rappresentanti di associazioni ambientaliste per discutere della possibilità di riaprire la discarica di Difesa Grande, Bertolaso è stato bloccato da un centinaio di manifestanti, che hanno preso a calci e pugni l’auto sui cui viaggiava. Il commissario è stato costretto, perciò, ad andare via, scortato dalle forze dell’ordine.

“Credo che l’assalto a Bertolaso, che ovviamente condanno, da credente e pensatore, come qualsiasi atto di violenza – precisa Giustiniani –, si debba leggere come frutto dell’insofferenza della gente verso una persona che per loro è l’emblema di un’istituzione che si attarda, non fa nulla per risolvere i problemi e vuole solo depredare il territorio”. Il problema, allora, “è la distanza tra l’istituzione statale e la gente che vive sul territorio”: “Oggi c’è la percezione – sottolinea Giustiniani – dello Stato come nemico e rivale. Per Giustiniani, “la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare se l’emergenza rifiuti sfociasse in nuove patologie ed epidemie. Negli anni ’70 c’è stato il colera ed ora con l’avanzare del caldo aumentano i rischi di infezioni”. D’altro canto, “la gente considera il territorio come parte di sé e non accetta alcuna soluzione, anche se politicamente e scientificamente valida”. Una situazione senza via d’uscita? “No – risponde Giustiniani -, ma bisogna tornare all’ordinarietà. Nell’emergenza, come quella attuale, si possono anche adottare mezzi straordinari, come l’invio all’estero della spazzatura, ma poi si deve puntare ad un cambiamento di mentalità”. Ma come? “Con un’opera di convincimento porta a porta, che veda protagonisti tutti i centri di aggregazione, a partire dalle parrocchie. Si tratta di far capire alla gente come funziona il ciclo dei rifiuti, che esistono delle soluzioni sicure, che in altri paesi sono state messe in atto delle buone pratiche”. Certo, aggiunge, “si tratta di un’opera che ha bisogno di tempi medio-lunghi per mostrare buoni risultati”. E la camorra? “Quando ci sono di mezzo affari, c’è sempre la criminalità organizzata che agita la piazza, ma non credo che l’attuale recrudescenza dell’emergenza sia dovuta alla camorra”.

 

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