Ogni giorno, in varie parti d'Italia, decine di comitati di lotta si oppongono all'installazione di nuove antenne per la telefonia mobile. I cittadini, giustamente preoccupati per la salute propria e dei propri figli, combattono strenuamente per impedire che l'ennesimo Totem sia innalzato in onore del dio telefonino. Purtroppo queste proteste sono spesso cavalcate da politicanti senza scrupoli.
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La telefonia mobile si chiama "cellulare" perché il territorio è diviso in cellule. Ogni cellula copre una determinata superficie. Per consentire ai nostri telefonini di funzionare occorre coprire quella determinata superficie con un segnale elettromagnetico di potenza adeguata (misurabile in xV/m, volt per metro). Per portare il segnale a destinazione è necessario installare un certo numero di ripetitori/antenne. I ripetitori sono radio multicanali a bassa potenza. I cellulari sono ricetrasmittenti monocanale a bassa potenza. Essendo delle ricetrasmittenti, sia i telefonini sia i ripetitori emettono radiazioni in RF (Radio Frequenza), ma essendo di bassa potenza (e corto raggio d'azione), i livelli di esposizione a RF sono quasi sempre bassi. A questo punto, però, scatta il primo paradosso: meno antenne coprono un territorio più alta dovrà essere la potenza di trasmissione del segnale. Più alto sarà il pericolo per chi abita nelle vicinanze dell'antenna. Ecco perché, per esempio, se occorre coprire un territorio di cento chilometri quadrati, è meno pericoloso avere cento antenne di potenza 1, invece che, ad esempio, dieci antenne di potenza 10. L'altro paradosso è che, stranamente, è più protetto chi abita esattamente sotto l'antenna. Le onde elettromagnetiche sono, infatti, paragonabili alla luce di un faro. Chi si trova di fronte ad un palazzo con una lampada fortissima installata sul terrazzo, sarà completamente illuminato, ma chi si trova nell'appartamento immediatamente sotto il terrazzo sarà, in sostanza, al buio o leggermente illuminato (per riflesso). Le proteste, per avere una ricaduta realmente positiva sulla popolazione dovrebbero essere impostate esattamente al contrario di come sono impostate adesso. Bisognerebbe consentire alle aziende di telefonia mobile di aumentare il numero delle antenne, riducendo, però, al minimo la potenza di trasmissione e obbligandole a garantire i parametri essenziali di sicurezza che sinteticamente possiamo elencare in:
- l'antenna deve essere posta il più alto possibile;
- deve essere lontana alcune centinaia di metri da caseggiati, scuole ecc.
- Il tipo di antenna deve essere scelto in base al territorio da coprire (direttiva, semidirettiva, ad alto guadagno, ecc.);
- la potenza irradiata effettiva (ERP) deve essere calcolata in base al territorio da servire;
- Il campo elettrico alla base dell'antenna deve essere sempre inferiore di un terzo dei valori minimi indicati dalla legge ( xx V/m, volt per metro);
- non deve essere consentito l'accesso diretto alle antenne (l'accesso ai terrazzi deve essere consentito solo ed esclusivamente a persone esperte o informate della potenziale pericolosità delle antenne);
- il tipo d'impianto ripetitore deve essere d'ultima generazione (ci sono differenti tipi, che variano molto in potenza, caratteristiche tecniche e possibilità di provocare esposizione a RF (Radio Frequenza).
Sperando di essere stato utile a chiarire qualche aspetto tecnico, poco dibattuto sui mezzi d'informazione, mi permetto di porvi qualche domandina alla quale ognuno di Voi, in cuor suo, sono sicuro, risponderà, sinceramente:
- rinuncereste per sempre ai cellulari?
- avete mai regalato un cellulare ai vostri figli? Hanno un'età inferiore ai dodici anni?
- quanto tempo passate davanti al monitor (non LCD) di un computer?
- avete installato nella vostra casa faretti alogeni? Quanti? Quanto tempo sostate sotto di essi?
- a che distanza dallo schermo (non LCD) i Vostri figli vedono la TV? Per quanto tempo?
- avete mai controllato la guarnizione del vostro forno a microonde?
- quanto tempo, ogni giorno, state con il telefonino incollato ad un orecchio?
Mi fermo qui, per non annoiarvi ancora e per non infierire ulteriormente!


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