Si fa un gran parlare oggi della crisi in cui versa la realtà giovanile, la mancanza di educazione, di valori, il poco interesse culturale e l’incapacità di relazioni affettive e amicali vere e durature.
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Allo stadio ciò che dovrebbe essere normale e non diventare notizia, sta per diventare legge: chiedere ai giocatori di darsi la mano al termine della partita (terzo tempo). Notizia di questi ultimi giorni è che la scuola italiana è tra gli ultimi posti per qualità culturale. La situazione è molto preoccupante, i migliori sociologi, psicologi, educatori, fanno attente analisi e descrivono in modo reale tutto ciò. Ma dove trovare gli strumenti e le strategie per affrontale tale crisi? Bastano i sondaggi e le analisi per affrontare e dare risposte a quello che ormai già tutti sanno come negativo? Lo scarso interesse per lo studio, la lettura, per la cultura in genere, è il segno più chiaro per descrivere questa crisi, ne è l’indice, perché ciò che mina alle basi una società è la mancanza di interesse e di impegno culturale. Lasciamo allora per un attimo le analisi e i convegni che non riescono a riempire le sale e ad attrarre l’attenzione neanche degli addetti ai lavori e facciamo parlare loro, i nostri giovani, facciamoli sedere sulle nostre cattedre e noi poniamoci nei banchi. Ricordiamoci che non sono materiale da analisi di laboratorio, ma che hanno una mente, un cuore e un corpo da armonizzare, da collegare in “rete” perché il bello di ognuno venga veramente fuori. Silenzio… ecco stanno per dire qualcosa… sanno parlare con voce pacata e usare bene il condizionale… un po’ però sono timidi, vedo che il microfono li spaventa, un po’ sono imbarazzati, forse perché sono abituati a parlare in massa, in gruppo… in branco, facendosi forza dell’anonimato, ora invece sono da soli, che tenerezza… mi viene quasi di abbracciarli, ma si vergognerebbero in pubblico, ecco… dicono… vogliateci bene!!!


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