Informazioni sull'articolo

Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 13.01.08 20:50.

L'articolo precedente è
NAPOLI - Le Assise hanno discusso su: "Le alternative all'emergenza".

Il prossimo articolo è
Un piano che guarda all'indietro Alberto Lucarelli (da Il Manifesto addì 12 gennaio 2008, inviato da webmaster@napoliassise.it) .

Altri articoli sono presenti
nella pagina principale
o negli archivi.


Ricerca un articolo nel Quindicinale


 

« NAPOLI - Le Assise hanno discusso su: "Le alternative all'emergenza" | Pagina principale | Un piano che guarda all'indietro Alberto Lucarelli (da Il Manifesto addì 12 gennaio 2008, inviato da webmaster@napoliassise.it) »

Campania, nulla di nuovo sotto il sole Ugo Persice Pisanti

CAMPANIA.bmpChi non ricorda la celebre frase che Eduardo fa pronunciare a Gennaro Iovine, il personaggio principale dell’altrettanto celebre commedia “Napoli milionaria”? «S'add’aspettà Amà. Adda passà 'a nuttata».
>>>>>>>>>>>>>>>

La frase pur essendo pronunciata da un povero tranviere, abitante di un “basso” napoletano che, appena ritornato dalla deportazione in Germania, assiste allo sfacelo della propria famiglia, racchiude in se una visione ottimistica del futuro. Quel napoletano, pur avendo vissuto sulla propria pelle i disastri causati dalla guerra, da poco conclusa, e pur essendo perfettamente conscio delle difficoltà che il futuro può riservare ad ogni essere umano, esprimeva in quelle poche parole, tutta la voglia di vivere di un’intera popolazione. Per quanto fosse profondo il baratro nel quale erano precipitati i napoletani, l’attaccamento alla vita e l’innata capacità di “arrangiarsi” facevano, giustamente, ritenere ad Eduardo che alla fine il buio avrebbe lasciato il posto alla luce e un intero popolo sarebbe tornato “a riveder le stelle”. Recentemente un mio amico mi ha rivolto una domanda davvero interessante: “Ma, secondo te, se Eduardo oggi fosse ancora vivo, farebbe pronunciare a Gennaro Iovine la famosa frase…? A differenza di quanto, forse, si aspettava, la mia risposta è stata: “Assolutamente no!”. Come si fa ad essere ancora ottimisti? Come si può ancora sperare che il popolo campano possa risolvere in breve tempo i suoi immani problemi? L’involuzione della società campana è iniziata già dai tempi di “Napoli milionaria” (rappresentata per la prima volta il 15 marzo 1945 al teatro San Carlo) con forme progressive d’imbarbarimento dei costumi che avrebbero fatto protendere il pensiero di chiunque verso il più nero pessimismo. Diciamocela tutta: siamo diventati la vergogna dell’intera Europa. Con una classe politica che fa letteralmente ribrezzo, una popolazione formata in parte da “neobarbari” che avrebbero fatto inorridire con i propri usi e costumi perfino i Vandali, gli Unni e gli Ostrogoti messi assieme. Per non parlare, poi, delle impressionanti differenze sociali e culturali, tra le varie “tribù” che popolano la nostra regione. Vi risparmio i particolari perché sono a conoscenza di tutti, ma voglio porre l’accento su una tra le peggiori sciagure che poteva capitarci: la sfortuna di avere una criminalità tra le più avide al mondo. Questa avidità fine a se stessa, ha precluso anche quella parte di sviluppo che, può piacere o non piacere, deriva dal reinvestimento dei proventi del malaffare nell’economia legale. Mentre, tanto per fare un esempio, con i soldi della mafia siculo-americana si costruiva un’enorme città nel deserto chiamata Las Vegas (una vera e propria fabbrica di soldi) i nostri camorristi “per un pugno di dollari” seppelliva milioni di tonnellate d’immonde schifezze sotto le loro stesse case, avvelenando se stessi e i loro figli. Ma si può essere così avidi e stolti? Ve lo immaginate un camorrista della fine dell’ottocento, mentre propone ai suoi accoliti di avvelenare le acque di TUTTI i pozzi del luogo in cui vivono? Lo avrebbero scorticato vivo. Ma tant’è, la criminalità è come la politica. È espressione diretta della società che la genera e nella quale essa opera. Ecco perché ritengo che il verso di Eduardo che, con più forza ed incisività, meglio rappresenti questa particolare fase storica della Campania, sia quello che chiude la poesia ‘A paura mia: «A mme me fa paura sulo ‘o fesso». Cos’altro aggiungere…

Inserisci un commento

L'Eco di Aversa è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente.
L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi.
L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog dell'Eco di Aversa
Non sono consentiti:

  • messaggi non inerenti all'articolo
  • messaggi privi di indirizzo email
  • messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
  • messaggi pubblicitari
  • messaggi con linguaggio offensivo
  • messaggi che contengono turpiloquio
  • messaggi con contenuto razzista o sessista
  • messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
    • Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi. In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.





Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che i partecipanti al Blog conferiscono all’atto della loro iscrizione sono limitati all’ indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un post.
Per poter postare un commento invece, oltre all’email, è richiesto l’inserimento di nome e cognome. Nome e cognome vengono pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall’utente, l’indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per l’invio delle news del sito. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l’aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell’utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi è, dunque, prevista. In ogni caso, l’utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all’ art. 7 del D.Lgs. 196/2003.


www.ecodiaversa.com
Creative Commons License Questo sito utilizza un licenza Creative Commons License - Powered by Movable Type Open Source 4.1 - Web Design by ULTRA Studio
L10 Web Stats Reporter 3.15 LevelTen Hit Counter - Free PHP Web Analytics Script
LevelTen dallas web development firm - website design, flash, graphics & marketing