“È grave che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sia stato costretto a richiamare nel discorso di fine anno il problema dei rifiuti in Campania: ciò significa che la situazione non riguarda solo l’ordinaria vita di una regione arretrata, ma ci sono forti implicazioni istituzionali”.
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A dichiararlo al Sir è Pasquale Giustiniani, membro della Commissione giustizia, pace e salvaguardia del creato della Conferenza episcopale campana. “Si tratta di un problema annoso che ormai – prosegue l’esperto – travalica i confini regionali essendo impegnati nella sua risoluzione commissari straordinari del Governo”. Napolitano ha parlato di “paure irragionevoli e di particolarismi, politici o localistici, che impediscono la soluzione del problema”: “Le paure irragionevoli – osserva Giustiniani – sono legate anche a una sensibilità ‘ambientalista’ non sempre matura. Non si deve dare per scontato che la gente, infatti, sia informata correttamente su qual è il ciclo dei rifiuti, sulla differenza tra inceneritore e termovalorizzatore, sui diversi livelli di inquinamento”. Queste paure irragionevoli, inoltre, “sono fomentate, talvolta, a livello locale da qualche gruppuscolo che si colora di ambientalismo, ma che potrebbe avere collusioni con la delinquenza organizzata”.
Di qui la necessità, a giudizio dell’esperto, di “una capillare informazione della popolazione”. Altro problema per Giustianiani è il ruolo che stanno avendo nell’emergenza rifiuti i mezzi di comunicazione: “Sembra che tutti si aspettino il tracollo con la conseguenza di disastri gravi a livello ambientale e per la salute. Questo genera ulteriori paure”. A ciò si aggiungono i localismi che giocano un ruolo altrettanto negativo. “La regione – ricorda Giustiniani – si è data a marzo 2007 una legge sui rifiuti, che è basata sul buon funzionamento degli ‘Ato’ (Ambiti territoriali ottimali). Se nella prossima Finanziaria gli Ato non fossero più previsti, la legge regionale campana sui rifiuti sarebbe vanificata”. Stesso dicasi per la scelta di “prolungamento da parte del Governo fino al 30 novembre 2008 dello stato di emergenza”. “Nella gente – sottolinea Giustiniani - non c’è voglia di fare rivoluzioni per protestare contro la situazione. Anzi, quando ci sono i roghi si dovrebbe indagare se sono causati da persone esasperate o sono opera di piromani”. Per l’esperto, poi, “la nostra regione dovrebbe verificare la attuabilità della legge che si è data a marzo 2007. Ribadisco, infine, la necessità di puntare di più sulla formazione circa il ciclo dei rifiuti per organizzare in maniera decente la raccolta, lo smaltimento e il riuso dei rifiuti”.


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