Con la legge 30 marzo 2004, n. 92 è stato istituito il «Giorno del ricordo»... /_ foto da www.holidaycheck.it _/
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in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.
La Repubblica italiana riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Il silenzio sulla tragedia delle Foibe, le cavità carsiche, nelle quali migliaia di civili furono sotterrati vivi dai partigiani del Maresciallo Tito per il solo fatto di essere italiani, il silenzio sull'esodo dei nostri connazionali di Istria, Fiume e Dalmazia, costretti a fuggire dalla ferocia e dalla pulizia etnica, sono pagine tristi della nostra storia mai scritte, mai completamente metabolizzate da una Nazione che ha preferito dimenticare.
Domenica 10 febbraio, dalle ore 10 presso il Palazzetto dello Sport, in via Salvo D'Acquisto ad Aversa, si terrà una mostra fotografica sulle foibe, organizzata dalla locale sezione del Comitato 10 Febbraio, con il Patrocinio della Consulta provinciale degli Studenti ed in collaborazione con il Comune di Aversa.
Seguirà dibattito introdotto da Giuseppe Lucariello, Presidente della Consulta provinciale degli Studenti di Caserta, ove interverranno il Consigliere comunale di Aversa, Gianmario Mariniello, il consigliere comunale Domenico Rosato, il Prof. Claudio Del Villano, docente di Filosofia presso il Liceo Classico "D. Cirillo" di Aversa ed il Vice Sindaco del Comune di Aversa, Dr. Lucio Farinaro.
L'evento sarà moderato da Rolando Di Martino, del Comitato 10 Febbraio.
"Da anni lavoro affinché il triste ricordo delle Foibe entri nella realtà aversana", afferma Rolando di Martino, organizzatore della mostra che si terrà il 10 Febbraio al palazzetto dello sport.
"Negli anni passati ho portato la mostra in giro nei vari licei cittadini, tra l'interesse degli studenti che avevano voglia di saperne di più su questa pagina poco conosciuta della nostra storia e tra il fastidio di quesi pochi docenti ancora cocciutamnente negazionisti. Non è una scelta politica o meno ricordare le vittime delle foibe, ma è un dovere civile. Dove purtroppo regna il silenzio dei morti, non deve mai più esserci quello più doloroso dei vivi.


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