Giovedì 7 febbraio alle 21.00, al caffè-ristorante Ex Libris di Palazzo Lanza, in c.so Gran Priorato di malta 25 a Capua...
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arriva un nuovo appuntamento con “salotti dell’Ex Libris”. Ambiente rilassato e informale, orario comodo, vino e stuzzicherie, e naturalmente i più interessanti protagonisti della penna sono gli ingredienti degli appuntamenti serali con la cultura targati Architempo.
Giovedì 7 febbraio insieme allo scrittore napoletano, ma casertano d’adozione, Valerio Lucarelli incontreremo due giovani autori: Andrea Simeone e Demetrio Paolin.
Napoletano, classe 1975, scrittori e fotografo, Andrea Simeone è autore di “Recinto di porci” (ed. Pequod), romanzo che racconta la storia di quattro ragazzi, Ciro, Domingo, Vinicio e Gaetano, che si barcamenano nella provincia napoletana. Ciro aspira a diventare un capo pericoloso, Domingo è ricco, Vinicio dorme nella stessa camera insieme ai suoi sei fratelli, Gaetano passa le domeniche a Poggio Reale in visita al fratello. Ma portano lo stesso odore addosso, paura, è lo stesso vuoto quello che hanno negli occhi, poche le parole che conoscono: scappa, corri, colpisci, uccidi, prima che l'altro uccida te, arriva alla fine di questa giornata e domani, domani si vedrà.
Demetrio Paolin, nato nel 1974, vive invece a Torino dove svolge l’attività di ufficio stampa. Ha pubblicato Il pasto grigio (Untitled Editori), ed alcuni suoi racconti sono apparsi su numerose riviste e in antologie. Ha scritto saggi su Primo Levi e collabora con vibrissebolletino (www.vibrissebollettino.net). Il suo ultimo lavoro è “Una tragedia negata”, pubblicato in una prima versione on line in vibrisselibri (www.vibrisselibri.net), da gennaio edito da Il Maestrale.
“Una tragedia negata” compie un’approfondita analisi sulla narrativa ispirata agli anni di piombo. Sono due, in particolare, i fili conduttori che legano i testi presi in esame in questo saggio. Due aspetti nodali che l’autore ha individuato, l’assenza della figura del nemico e la conseguente negazione della cifra tragica nei sanguinosi eventi che caratterizzarono il periodo in questione. Il saggio prende le mosse da un’analisi approfondita del rapporto tra “padri” e “figli”. Padri, che in alcuni casi si rivelano ex partigiani, e figli che hanno optato per la vita clandestina dei brigatisti. Paolin, nel suo saggio, ripercorre gli eventi più cruenti ed efferati degli anni di piombo, a partire dalla strage di piazza Fontana passando per quella alla stazione ferroviaria di Bologna e concentrandosi sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.


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