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VALENCIA - Simposio internazionale sul Turismo Culturale Giuseppe Alessandro Ciambrone, presidente Club Unesco Castel Volturno

UNESCO%20logo.gifSi è tenuto fra il 5 ed il 10 febbraio 2008 presso l’Università Politecnica di Valencia...

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il Simposio Internazionale sul Turismo Culturale organizzato dall’UNESCO (Organizzazione Internazionale per la promozione dell’Educazione, la Scienza e la Cultura) in collaborazione con l’istituto universitario spagnolo e con il contributo economico della regione e della città di Valenzia. L’incontro rientra nel programma Forum UNESCO, avviato nel 1996, che mira a realizzare un network fra l’UNESCO e le Università al fine di diffondere le esperienze accademiche ed i migliori progetti realizzati nel campo della protezione del patrimonio naturalistico ed architettonico. In particolare il decennio 2004-14 è stato dedicato alla diffusione del concetto di Sviluppo Sostenibile inteso come crescita sociale ed economica delle comunità nel rispetto delle matrici ambientali, in modo che le risorse naturali non siano sovrautilizzate a scapito delle generazioni future. Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti dell’UNESCO, dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, delle oltre 400 università che hanno aderito al network, fra cui le più prestigiose università del mondo nel campo della conservazione del patrimonio dell’Umanità UNESCO come la Deakin University di Melburne e la University of Western Sydney in Australia, la Brandeburg University of Technology Cottbus in Germania, l’Università Tecnologica Sudamericana in Honduras e la University College di Dublino dove, in qualità di vincitore di un Master UNESCO, sto elaborando un piano per lo sviluppo economico della Campania, legato alla promozione del patrimonio artistico e naturalistico regionale. Il mercato turistico coinvolge oltre un miliardo di persone ed è la più redditizia economia a scala mondiale degli ultimi 100 anni. Il turismo è in forte ascesa ed il Turismo Culturale, considerato fino a dieci anni fa, un settore di nicchia, è sempre in maggiore crescita, con un incremento del 6,2% nel solo 2007. Il Turismo Culturale è attratto soprattuto da quelle località che sono state inserite nella lista degli 851 Siti al mondo che l’UNESCO ha identificato come “Patrimonio dell’Umanità” per caratteri storici, architettonici e naturalistici di imparagonabile importanza. Per fare alcuni esempi di crescita turistica nei siti inseriti nella lista UNESCO si considerino: le isole Galapagos che sono passate dagli 80 mila visitatori all’anno nel 1980 ai 120 mila nel 2007; il parco archeologico di Petra in Giordania che è passato dai 359 mila del 2006 ai 578 mila del 2007; ed il Parco Los Glacier in Argentina che nel 2002 riceveva 28 mila visitatori e nel 2004 circa 70 mila. In questa speciale lista, 40 degli 851 siti UNESCO sono in Italia, che è la nazione con più siti UNESCO, seguita dalla Spagna a quota 39. La Campania è la regione che con Toscana e Veneto ha più siti UNESCO al mondo, ovvero 5: Centro Storico di Napoli; Complesso Casertano (Reggia, San Leucio, Acquedotto del Vanvitelli); area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata; Costiera Amalfitana; e Costiera Cilentina con il Vallo del Diano e la Certosa di Padula. Nonostante l’enorme patrimonio storico e naturalistico, che annovera inoltre le splendide isole di Capri, Ischia e Procida, i Campi Flegrei e l’immensa ricchezza culturale della provincia casertana (Capua, S.Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca…), la Campania riceve rispettivamente un terzo ed un quarto dei turisti che ricevono le regioni Toscana e Veneto che hanno un numero di Siti UNESCO pari a quelli campani e non hanno lo stesso patrimonio architettonico di straordinaria bellezza, ancora da valorizzare, come le Terme e l’area archeologica sommersa di Baia. Per potenziare gli introiti economici legati al turismo, con l’evidente possibilità di nuove opportunità occupazionali, il mio progetto propone di realizzare un network fra i cinque Siti UNESCO campani in modo che la regione possa essere pubblicizzata e rappresentata attraverso il suo patrimonio culturale e naturalistico. Il Piano propone, oltre al network regionale che consentirebbe ai turisti di visitare 5 Siti UNESCO in pochi giorni, anche la realizzazione di un Distretto Culturale Casertano con itinerari che oltre la reggia di Caserta ed i giardini, visitati da oltre un milione di stranieri l’anno, comprendano anche il complesso monumentale di San Leucio, i Ponti di Maddaloni, Casertavecchia, Sant’Angelo in Formis, le degustazioni delle specialità eno-gastronomiche e la conoscenza delle millenarie tradizioni culturali del territorio.

 

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