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DUBLINO - Patrimonio dell'Umanità in provincia di Caserta Giuseppe Alessandro Ciambrone*

UNESCO logo.jpg

Anche se il Sito UNESCO della provincia di Caserta è  uno dei monumenti più visitati d'Italia con circa 700.000 visitatori l'anno (1) ed è il secondo sito visitato in Campania dopo gli scavi archeologici di Pompei (2), pochi sanno che esso non è costituito solo dalla Reggia, ma comprende anche il Belvedere e le Seterie di San Leucio ed i Ponti della Valle di Maddaloni.

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Il sito è stato inserito nell'elenco del Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1997 per la perfetta integrazione progettuale fra il palazzo reale, il parco, i giardini, i casini di caccia, le seterie, l'acquedotto ed il paesaggio circostante (3).

 

Il Re Carlo III di Borbone volle costruire una nuova capitale che rappresentasse il potere del regno indipendente delle Due Sicilie ed un palazzo reale che potesse competere con quelli di Versailles e Madrid.

 

Nel 1752 l'architetto Luigi Vanvitelli elaborò un ambizioso progetto urbanistico nel quale la Reggia si trovava sull'asse di collegamento che connetteva Napoli, la vecchia capitale, con Caserta che sarebbe dovuta diventare la nuova capitale (4).

 

Il progetto fu ampliato durante il regno di Ferdinando IV, il successore di Carlo, con il complesso rurale di Carditello e la città della seta sulle colline di San Leucio.

 

Nelle intenzioni di Ferdinando, Carditello avrebbe rappresentato il supporto reale ai tradizionali sistemi dell'attività agricola, mentre San Leucio una spinta verso il nuovo modello di sviluppo industriale derivato dalle idee dell'Illuminismo.

 

L'Acquedotto, che copre una distanza di 38 km, fu realizzato nel 1769 per portare l'acqua al palazzo reale, ai giardini, a San Leucio ed alla nuova città di Caserta.

 

Nel progetto che sto elaborando per l'UNESCO, in qualità di vincitore del Master in Management del Patrimonio dell'Umanità, si prevede di riunificare, secondo l'originaria concezione progettuale, la Reggia, San Leucio e l'Acquedotto, sia per farne comprendere ai visitatori il reale significato, sia per incrementare il turismo stanziale nella provincia.

 

Il trend attuale infatti è legato alle visite di una giornata alla Reggia, senza il pernottamento ed alcuna interazione fra i turisti e le attività commerciali del territorio.

 

Questo tipo di turismo non porta nessun beneficio all'area, al contrario ne incrementa le problematiche come quelle del traffico, dell'inquinamento ambientale e della produzione dei rifiuti.

 

Il sito UNESCO di Caserta, nel mio progetto, diventerebbe l'attrattore principale di un "distretto culturale" più ampio che comprende altri capolavori architettonici provinciali, come quelli nelle città di Sant'Angelo in Formis, S.M. Capua Vetere, Capua, Aversa e Sessa Aurunca. In questo contesto, il Litorale Domitio, con le numerose attività di carattere turistico - ricettive ed i circa 40 km di spiagge avrebbe una propria specifica caratteristica come località per il tempo libero e di soggiorno.

 

Ciò contribuirebbe al conseguente sviluppo sociale ed economico del territorio.

 

 

Referenze

- UNESCO (2006). Periodic Report. Available on: http://whc.unesco.org/en/list/549/documents/ [accessed 16 March 2008]

- Regione Campania (2004). Rapporto Turismo 2004

- UNESCO (1997). Advisory body Evaluation. Available on: http://whc.unesco.org/en/list/549/documents/ [accessed 16 March 2008]

- MIBAC (2008). Reggia di Caserta. Available on: http://www.ambientece.arti.beniculturali.it/guida_reggia/storia/  [accessed 16 March 2008]

 

* presidente del Club Unesco di Castel Volturno, Architect and Urban Planer

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