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"Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" e Italia Giuseppe Alessandro Ciambrone

UNESCO logo.jpg

"La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è un documento, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

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Documento storico, molto importante, prodotto sull'onda dell'indignazione per le atrocità commesse nella seconda guerra mondiale, la Dichiarazione fa parte dei documenti di base delle Nazioni Unite.

 

In quanto Dichiarazione di principi dell'Assemblea generale, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non è giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell'organizzazione. Tuttavia ai diritti ed alle libertà in essa riconosciuti va attribuito un valore giuridico autonomo nell'ambito della comunità internazionale, dal momento che sono ormai considerati dalla gran parte delle nazioni civili alle stregua di principi inalienabili del diritto internazionale generale (jus cogens).

 

La Dichiarazione dei Diritti Umani è un codice etico di importanza storica fondamentale: è stato infatti il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all'essere umano. Essa è la base di molte delle conquiste civili della seconda metà del XX secolo, e costituisce l'orizzonte ideale della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, confluita poi nel 2004 nella Costituzione europea.

 

La Dichiarazione è composta da un preambolo e da 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona" (fonte Wikipedia).

 

Di seguito si riassumono i 30 articoli: 1. siamo tutti liberi e uguali; 2. non discriminare; 3. diritto alla vita; 4. nessuna schiavitù; 5. nessuna tortura; 6. hai tutti i diritti dovunque tu vada; 7. siamo tutti uguali di fronte alla legge; 8. tutti i tuoi diritti sono protetti dalla legge; 9. nessuna detenzione ingiusta; 10.  diritto al giudizio; 11. innocente finché dimostrato; 12. diritto alla privacy; 13. diritto di libertà di movimento; 14. diritto di asilo; 15. diritto alla nazionalità; 16. diritto di matrimonio e di famiglia; 17. diritto di proprietà; 18. libertà di pensiero; 19. libertà di espressione; 20. diritto di pubblica assemblea; 21. diritto alla democrazia; 22. sicurezza sociale; 23. diritti dei lavoratori; 24. diritto di giocare; 25. un letto e cibo per tutti; 26. diritto all'istruzione; 27. diritti d'autore; 28. un mondo libero e giusto; 29. responsabilità; 30. nessuno può toglierti i tuoi diritti.

 

Si pensa che i diritti dell'uomo non vengano rispettati solo nei paesi in guerra o dove c'è un'evidente negazione della libertà d'espressione.

 

Io penso che molti dei diritti umani non siano rispettati neanche in Italia.

 

Come può essere libero un uomo in un paese nel quale la mafia, la camorra e la prepotenza hanno ancora così potere?

 

Dove molti politici pensano solo ai propri interessi personali?

 

Ed a mio avviso, più importante di tutti: dove molti professori universitari, pur di non perdere "la poltrona" e di dispensare favoritismi, non sostengono la meritocrazia?

 

La formazione dei giovani è la cosa più importante per la costituzione di una classe politica-dirigente, artistica ed imprenditoriale di un paese.

 

Non ci può essere nessuna lotta alla mafia, alla camorra ed all'illegalità se non si libera prima il mondo della ricerca e dell'istruzione dai "raccomandati".

 

C'è bisogno di sostenere fortemente la meritocrazia ed i "giovani talenti".

 

Sono sempre stato propositivo e continuerò ad esserlo con tutto il mio impegno affinché le cose possano cambiare, con la speranza di non essere solo.

 

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