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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 16.02.09 10:03.

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"Dante maestro" a cura di Eugenio e Francesco Maria Lucrezi Maria Luisa Coppola

dante.jpg

L'editore Caramanica ha pubblicato qualche mese fa "Dante maestro", una raccolta di studi danteschi che Eugenio e Francesco Maria Lucrezi ripropongono nel ricordo del padre.

>>> 

Bruno Lucrezi (1917-1975) fu professore di Lettere, giornalista ed elzevirista, collaboratore di varie riviste letterarie, animatore di circoli culturali napoletani e, soprattutto, studioso di Dante.

 

E' interessante nelle sue pagine rilevare la sua profonda humanitas ed il senso autentico dell'amore per gli studi tracciati da Giuseppe Toffanin, che aveva creato una  prestigiosa scuola di italianistica nella facoltà di Lettere di Napoli.

 

Nel leggere le pagine di questo libro ho riassaporato l'intensità di  alcune lezioni universitarie come quelle tenute dall'incomparabile prof. Battaglia che già mi avevano introdotto nella discussione del poema dantesco;  il prof. Lucrezi  esamina il II canto dell'Inferno, ancora per alcuni versi poco chiaro, ed il XIII, di cui  dà un'interpretazione singolare, rielaborata nel contesto storico, al quale appone una ricca produzione di riferimenti metaforici analizzati in virtù della sua conoscenza filologica.

 

L'amore per Dante è incondizionato perché :"La Divina Commedia è l'eterna storia dell'uomo che svolge se stesso nel tempo e si realizza nell'eternità : umano e divino insieme ,senza che l'umano rinneghi il divino o che il divino anneghi e dissolva l'umano .Insieme umano e divino , relativo ed assoluto : mistero per la ragione e mistero per la fede ,ma radice e sostanza dell'uomo da quando questo ha avuto reale coscienza di sé e della dignità sua, fin quando continuerà ad averla.".

 

Alla luce di questo amore coltivato con lo studio attento e meticoloso degli scritti del vate fiorentino, il Lucrezi prende in esame anche altri poeti, come il Leopardi, che, a suo dire, non appezzò del tutto il poema dantesco ed anche l'itinerario dei suoi spostamenti ipotizzando che Dante abbia visitato il duomo di Otranto. Questa cattedrale romanica, la più grande della Puglia, ha un pavimento di circa 16 metri, interamente istoriato, che è ancora discusso nei testi di architettura e di storia dell'arte. Al centro del pavimento è rappresentato l'albero della vita che poggia su un vitello (simboleggia il Cristo?) con raffigurazioni delle scene dell'Inferno e del Paradiso. Oltre ai personaggi danteschi, in un intarsio compare il disegno di re Artù.

 

Quale collegamento tra la radice cristiana e l'epica medioevale?

 

Che Dante sia stato ad Otranto, estrema propaggine della penisola salentina  è improbabile, ma l'autore  prospetta la possibilità che abbia ammirato questo maestoso pavimento, una sorta di Giudizio Universale. Bruno Lucrezi, attraverso le pagine di questo libro, ritorna a far riflettere...i figli tramandano ai giovani studenti ed agli ammiratori del sommo poeta "le sudate carte" del padre che ha dedicato alla poesia ed alla cultura la gran parte della sua vita.

 

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