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Programma di promozione turistica regionale: qualche commento Giuseppe Alessandro Ciambrone

UNESCO.jpg

Nella programmazione "2007-2013 per il Turismo ed i Beni Culturali della Campania" proposto dall'Assessorato Regionale al ramo, per incrementare la competitività e l'attrattività del territorio sul mercato globale, si propongono cinque grandi progetti territoriali, che sono: 1) Irpinia - un viaggio nelle terre del vino; 2) I borghi del Sannio; 3) I Siti Borbonici e la via Appia: il tram della storia; 4) La Baia di Napoli; 5) Il Cilento tra natura e sport. >>> 

Tale programma, nelle intenzioni, mira al superamento del modello frammentario e poco soddisfacente di promozione dei singoli luoghi, individuando, per ciascuna provincia, tratti distintivi del territorio che fanno identità e creano sinergie. Dall'analisi del testo del programma, pubblicato sul sito dell'Assessore Velardi, emergono alcuni punti critici che, a mio avviso, non considerano la problematicità del turismo in Campania in tutti i suoi aspetti. In primo luogo, la presenza turistica in Campania è fortemente sbilanciata all'interno del territorio regionale con un grosso squilibrio di presenze: le due province di Napoli e Salerno ricevono il 94% dei visitatori; la provincia di Caserta riceve il 4%; e le province di Avellino e Benevento ricevono rispettivamente solo l'1%.  Il problema, quindi, non è solo quello di incrementare il turismo in Campania, ma di distribuirlo più equamente fra le cinque Province. Il programma della Regione promuove le singole Province ma non fa nulla per riequilibrare queste disuguaglianze. E' vero che vengono proposti degli itinerari alternativi, ma in un caso di forte squilibrio di presenze turistiche, bisognerebbe pubblicizzare ed orientare i flussi turistici su quelle località meno conosciute. Nel caso contrario si hanno conseguenze negative sia per le località più visitate, come, l'aumento della produzione dei rifiuti e l'inquinamento ambientale, solo per citarne due, sia per quelle meno visitate, come, l'impossibilità di creare un'economia locale legata al mercato turistico. Nel progetto che sto elaborando per lo sviluppo economico della Campania, finanziato dall'UNESCO, propongo di pubblicizzare il territorio regionale tramite il proprio patrimonio culturale e naturale più internazionalmente riconosciuto, costituito dai suoi 5 Siti "Patrimonio dell'Umanità" (1. La reggia di Caserta, l'Acquedotto Carolino e San Leucio; 2. il Centro Storico di  Napoli; 3. Pompei, Ercolano e Torre Annunziata; 4. la Costiera Amalfitana; 5. il Parco del Cilento, Velia, Paestum e la Certosa di Padula). Per ogni sito individuo, inoltre, un "distretto culturale", che include anche monumenti e località storiche, attualmente non promosse, per favorire lo sviluppo economico in ambito provinciale. Gli eventi culturali e gli spettacoli sono pianificati nei mesi dove la pressione turistica è minore, proprio per incrementare la possibilità di introiti delle attività commerciali nei periodi di bassa stagione. Invece, nel programma "6 Viaggi 2009", proposto dall' Assessorato Regionale, tali avvenimenti sono programmati in periodi di alta stagione, aumentando il flusso turistico che, come ho spiegato precedentemente, può essere nocivo. Ho provato più volte a sottoporre all'Assessorato il mio progetto, supportato fra l'altro dal Centro del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, ma fin'ora sono sempre stato boicottato. Spero in tempi migliori.

 

 

 

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