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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 24.03.09 18:35.

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CASERTA / Omaggio a Pasolini Salvatore Candalino

Pier_Paolo_Pasolini.JPG

Nell'anniversario/ricorrenza della nascita di Pier Paolo Pisolini (Bologna, 5 marzo 1922), l'associazione Macchina da Presa, con il contributo di Officina Teatro, propone un ciclo di due incontri: >>>

25 Marzo - proiezione del film - documentario  "La Voce di Pasolini" a cura di  Vincenzo Cerami e Mario Sesti (Italia 2006)

 

I testi del poeta, regista e scrittore, letti da Toni Servillo e accompagnati da immagini inedite d'archivio, ricostruiscono una sorprendente storia d'Italia dal dopoguerra agli anni '70: l'amore per il popolo, l'odio per la borghesia, il difficile rapporto con la contestazione giovanile. Ma la voce di Pasolini, nel film, non racconta solo idee, ossessioni, folgoranti notazioni su società e individui, ma anche una storia che non è mai diventata un film e sulla quale Pasolini stava già lavorando al momento della morte: Porno Theo Kolossal. È una storia che non vide mai la luce, i cui protagonisti dovevano essere Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli, e che viene evocata da disegni e animazione e soprattutto dalla vera voce di Pasolini. Il film, infatti, utilizza una registrazione di Pasolini che detta il soggetto e la narrazione del film, conservata per tutti questi anni da alcuni suoi collaboratori dell'epoca e ritrovata dagli autori. Ridare di nuovo voce a Pasolini: una voce così emotiva, lirica, polemica, carica di amore e di sdegno, la voce di un autore che a trent'anni dalla sua scomparsa, nessuno può ancora permettersi di archiviare o dimenticare. Il film è anche una ideale introduzione all'opera, al pensiero, alle idee e all'arte di Pasolini per chi non lo ha mai conosciuto, e alterna i suoi testi alle immagini di un Paese che, dagli anni '40 fino alla sua morte, ha sempre disperatamente amato o detestato.

 

1 Aprile - a cura di "Officina Teatro"  reading di poesie di P.P. Pasolini

 

A seguire proiezione del 4° episodio del film "RoGoPaG" scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini: "La ricotta"  (Italia 1963).

 

Un altro film (dopo Accattone e Mamma Roma) fuori dagli schemi di una rappresentazione tradizionale e di una iconografia asservita, nel quale il fine primo dell'autore è quello di trasmettere messaggi politico-sociali. L'attenzione agli strati più umili ed emarginati della società è però condita con elementi frutto della ricchezza culturale di Pasolini, dalle citazioni figurative (Pontormo) alle musiche di Verdi.

A seguire dibattito sul tema della libertà di espressone poetica ed artistica. Per questa pellicola, infatti, l'autore venne denunciato e processato per il reato di vilipendio alla religione. Condannato dal Tribunale venne poi assolto in appello. La Cassazione annullò la sentenza, ma dovette assolvere il poeta per intervenuta amnistia.  

 

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