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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 06.08.15 18:44.

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Speciale | Vito Russo si racconta Antonio Santi

vito1.jpg
Nonostante la contrarietà de "L'Eco" al "Premio Aversa nel mondo" (vedasi articolo di Ida Iorio in "Attualità"), ci rende felici apprendere che Vito Russo - componente dell'associazione Parente ed assiduo articolista di questo periodico - sia stato incluso nella rosa dei premiati. Trattasi di un indiscusso professionista, di una persona onesta, di un insegnante "vicino" ai giovani. Pertanto l'esigenza di intervistarlo è sorta spontanea ed appassionata. Vito, un tuo ritratto? Interessi molteplici, quelli musicali tutti, polistrumentista (compresa la voce), entusiasmo... sempre, convinzione solo talvolta traballante, impegno... saltuario, come le mie presenze/assenze al liceo. >>>>
vito2.jpg

Ma perché, la scuola non ti calzava? Lo zio Federico Santulli mi suggerì di conseguire la licenza per chiedere un cachet più consistente. Un aneddoto? Ero impegnato nel night "La lampara" ad Ischia, frequentata da personaggi mitici della cinematografia e dell'aristocrazia, fu così che il liceo fu invaso dalle telecamere di Campanile sera con il professore Federico Santulli impegnato, a Milano, come esperto, con l'aggiornatissimo Gigino De Gennaro, sull'attualità. La scuola era, in quel momento, per me un... impaccio, ed io per la scuola! Chi l'avrebbe pensato che, dopo esserne faticosamente uscito, ci sarei ritornato come docente! Comunque, alla fine hai completato il liceo? Si e, poi, laurea in giurisprudenza; diploma al Conservatorio; abilitazione all'insegnamento; diplomi per corsi di orchestrazione di banda e di arrangiatore; iscrizione alla SIAE E la tua storia in ambito musicale? Dal '61 al '66 complesso "Vito Russo e i 4 con", esaltanti momenti di popolarità: musica controcorrente alla musica beat in auge. Avevamo elaborato un sound che disorientava il pubblico, ma poi lo esaltava; ci ritrovammo al Festival di Napoli del '66. I componenti del gruppo erano: Ino Galluccio (batterista), Nicola Mormone (chitarrista), James Senese (Sassofonista) e Mario Musella (bassista-cantante); insieme trascorremmo momenti indimenticabili, in particolare a Capri, al night "Gatto bianco". Le mie canzonette, richiestissime, ci abbreviavano la notte... che si era allungata alle ore cinque del mattino...Ci coricavamo, dopo aver atteso l'alba in piazzetta. Si invaghì di noi.... un regista di una famosa emittente americana: dopo sette giorni di faticose trattative il regista non accettò eventuali sostituzioni!... Il contratto prevedeva arrivo, subito, in America con dischi in classifica. Fu un sogno... Poi riprese la ricerca di un talent scout, ma questa è un'altra storia e... la signora Fortuna era passata! Iniziai un periodo di lavoro nelle "balere" dell'Alta Italia. Frequentazioni emozionanti: Pelé, Haller, Rivera, Pierino Prati, Mita Medici, Pippo Baudo. Comunque stavo sempre in autostrada con il mio eclettico Ford Transit. Qualche canzone per Toto Cutugno molto diffusa all'estero. Ma i chilometri logorano, le discoteche incalzavano. Ed allora? Allora mi rifugiai in una comoda e divertente attività: la scuola supportata da un'altra ancora più divertente, il piano-bar. E il tuo contributo ad Aversa? Consigliere alla Pro-loco dal 1980; promotore di iniziative che coinvolgono le scuole cittadine; socio fondatore associazione jazz "L. Tristano", socio associazione Parente; attività divulgativa del territorio aversano con "Conosci Aversa"; visite guidate ,dal 1986, nella scuola Parente; fondatore e Direttore Artistico dell'Associazione Musicale "Bianca d'Aponte"; fondatore della "PrimaVera band", gruppo di 25 alunni della S.M.S. "G. Parente", ospitato nel Villino Parente, l'anno scorso, per un riuscitissimo concerto.. Cosa ti è più caro della città di Aversa? Sono legato ed affascinato dalla sua struttura concentrica, dal rigore geometrico del "Lemitone" spagnolo, dal quartiere dei Sabini (Savignano), dall'enorme potenziale che ha come Aversa e degli eventi che potrebbero proiettarla in una dimensione di notevole rilevanza turistica e culturale come hanno evidenziato coraggiosamente l'associazione Parente, L'Eco di Aversa, Antonio Santi. La tua famiglia? Madre, Elena Pirozzi, concertista di pianoforte pronipote del Maestro Parmeggiano, autore di musiche sacre e della famosissima marcia funebre per la Madonna dell'Addolorata e nipote dell'eclettico Professore Mimì Pirozzi, autore di celebri canzoni e Sindaco di Aversa promotore e conduttore della fortunata e vincente partecipazione di Aversa a Campanile sera nel '60. Suonavano tutti, maschi e femmine: violino, violoncello, flauto di traverso, pianoforte.

 

 

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