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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 09.09.15 16:58.

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Casal di Principe "capitale" del giornalismo Claudio Lombardi

ucsi_summer-school_2015_testatina_web.jpg
CASAL DI PRINCIPE [Caserta]. Oltre venti i relatori, tra magistrati, ricercatori e giornalisti. Decine e decine gli iscritti, provenienti da ogni parte d'Italia (dalla Liguria alla Sicilia, dal Lazio alle Marche). Quattro i beni sottratti alla criminalità coinvolti, in una maratona durata tre giorni, tra lezioni in aula e focus sul campo. Tutto questo, e molto di più, ha animato la prima edizione della Summer school dell'Unione cattolica della stampa italiana sul «Giornalismo investigativo in terre di mafia», che si è tenuta, dal 4 al 6 settembre, tra Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e  Casapesenna.>>>>>

«Abbiamo avuto - rivela Luigi Ferraiuolo, direttore della scuola - il sostegno dell'Ordine dei giornalisti della Campania, e, fin dalla prima edizione, il patrocinio della Fnsi (Federazione nazionale della stampa) e della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici); un unicum nel mondo giornalistico nazionale». La Summer school si è, quindi, subito affermata come un autorevole luogo di dibattito e di discussione per i giornalisti, di approfondimento per quelli alle prime armi e di confronto per i tanti cronisti di fama nazionale, che non hanno, in realtà, uno spazio vero dove poter riflettere in Italia, al di là di quelli sindacali e ordinistici. «Quello spazio - aggiunge Ferraiuolo - l'hanno trovato a Casal di Principe, la vera novità della scuola. Ci siamo riusciti, non era, tuttavia, facile immaginarlo ad aprile, quando abbiamo cominciato a lavorare; per questo, abbiamo scelto di farci affiancare da un partner paritetico locale di grande qualità, gestito da persone dalle spiccaTe sensibilità umane, a partire da Gianni Allucci, amministratore delegato del consorzio, uomo dotato di rara intelligenza e competenze. Come dice spesso Papa Francesco, bisogna andare nelle periferie per conoscere il mondo. Portare i colleghi a Casal di Principe, aiutarli a venire fin qui giù, era, dunque, un imperativo categorico. Io, da casertano, ho insistito molto. La prima Summer School si doveva fare a Casal di Principe! Non come ristoro per il paese di Gomorra, ma come espressione dell'inventiva di questa terra per il futuro. Io credo che la Summer school sia oggi un piccolo gioiello della professione giornalistica italiana. La dirigenza nazionale dell'Ucsi non si è ancora riunita per valutarla, ma - conclude Ferraiuolo - la presenza del presidente nazionale Andrea Melodia e del segretario nazionale Franco Maresca a Casal di Principe, credo già parli da se». «È stata un'esperienza esaltante», commenta Allucci di Agrorinasce. La scuola ha acceso un riflettore nazionalE sui tanti beni confiscati alla camorra e sulle iniziative economiche avviate su questi beni dal consorzio, che riunisce i Comuni di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Casapesenna, San Marcellino, Santa Maria La Fossa e Villa Literno. Le lezioni, gli incontri e le serate a tema si sono tenuti, infatti, in edifici simulacro del malaffare, oggi ritornati alla collettività. Finanche per l'ospitalità è stato coinvolto un "bene liberato", volendo citare una definizione cara al sindaco Renato Casale. Mi riferisco al "Paguro", l'ostello della gioventù inaugurato a giugno a Casapesenna, sorto in una villa confiscata ad un affiliato al clan dei casalesi. Se per il prossimo anno l'Ucsi chiama - assicura Allucci -, Agrorinasce risponderà».

 

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