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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 09.09.15 16:45.

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Ramon Maria del Valle Inclan alla Real Academia di Spagna in Roma (15 settembre-6 ottobre 2015) Maria Luisa Contenta

INVITO VALLE INCLÁN.jpg

Nasce in Galizia (1866), ma si trasferisce presto in Messico dove scrive su alcuni giornali e conosce il rinnovamento ispanoamericano. Tornato in Spagna, si stabilisce a Pontevedra e pubblica una raccolta di racconti di impostazione modernista Femeninas (1895) con sfumature erotiche e sataniche. Nel 1896 si trasferisce a Madrid, dove si unisce ad un gruppo di scrittori "bohemien". Lo si colloca (nonostante il suo iniziale periodo modernista) all'interno della cosiddetta Generazione del '98. Durante questo periodo Valle-Inclán si farà conoscere come una figura dagli atteggiamenti anticonformisti (specie contro gli schemi borghesi) ed eccentrica che esaltava un passato libero dalle contraddizioni del presente. >>>>

All'inizio del Novecento pubblica i quattro romanzi che formano la serie delle Sonate: Sonata de otoño (1902), Sonata de estío (1903), Sonata de primavera (1904) e Sonata de invierno (1905).  Il primo successo teatrale di Valle-Inclán è l'adattamento teatrale de la Sonata de Otoño. Dopo un altro viaggio in Sud America decide di dedicarsi all'agricoltura in Galizia, continuando però a scrivere.  Si dedica poi alla poesia e alle prime versioni di Luces de Bohemia, che viene pubblicato come libro solo nel 1934 con il sottotitolo di Esperpento, cioè assurdo, ridicolo. In questo libro viene trattato un genere nuovo, che fonde apparenza e realtà; per percepire il grottesco e tragico della condizione umana bisogna deformare la realtà.

Nel 1921 torna in Messico e si reca anche a L'Avana  dove critica aspramente la borghesia e l'esercito spagnolo. Con il titolo Martes de Carneval riunisce tre opere teatrali il cui argomento principale è la critica e la ridicolizzazione dell'esercito. La lingua adottata subisce in questa opera alcune influenze latino-americane. Nel 1926 scrive Tirano Banderas, in cui narra la caduta di un immaginario dittatore sudamericano, Santos Banderas, personaggio dispotico che mantiene il potere grazie all'oppressione.

Nel 1933 va a Roma come direttore della Real Academia de España en Roma, ma si dimetterà dopo un anno. Nel 1935 ritorna in Spagna, a Santiago de Compostela, dove morì di cancro il 5 gennaio del 19 36.

 

 

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