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Il culto aversano di San Ciro Luigi Cipullo

Prima di essere scelta come sede della Parrocchia di S. Audeno (nel 1934), la Chiesa della SS. Trinità, era sede e luogo di culto della confraternita omonima. Sappiamo che le sue condizioni economiche erano buone, e permisero alla Congrega di edificare la chiesa con gusto ed eleganza, la quale fra le pie opere di misericordia corporale, doveva ospitare i pellegrini. Gaetano Parente nella sua opera: ''Origini e vicende ecclesiastiche della Città di Aversa'', utilizza questa espressione: ''Trinità dei Pellegrini'', difatti, nei pressi di ques'ultima sorgeva il Sacro Ospedlae della SS. Trinità. All'esterno si possono notare: in alto un bassorilievo in stucco con l'Assunta tra la Trinità; in basso, due statue raffiguranti S.Filippo Neri, fondatore della confraternita, e S. Giacomo, pellegrino errante (la confraternita si assumeva il compito di assistere i pellegrini) entrambe risalenti al 1744. Fu Bernardino Morra, vescovo di Aversa e stretto collaboratore di San Carlo Borromeo a benedire la posa della prima pietra nel luglio del 1603. Attiguo alla chiesa, era il suddetto Ospizio, fondato nel 1616 ed attivo fino al 1764. Nella parrocchia furono battezzati i musicisti N. Jommelli e D. Cimarosa: di quest'ultimo si conserva l'atto. Numerosi furono gli ''spiriti magni'', ricordiamo Eleonora Pisano, insigne benefattrice. Tra i tanti parroci che si susseguirono, va ricordata l'opera di Don Vincenzo Gnasso, ma ancor prima quella di Don Ciro Della Volpe quando, non ancora prete, e semplice suddiacono, nel 1894 spinto da una costanza disarmente, volle istituire in questa chiesa il culto di San Ciro: medico, eremita e martire. Riassumiamo una relazione del 24 ottobre 1912, scritta da lui stesso: ''Con numerosi stenti mi proposi di costruire la statua in onore del mio grande e glorioso Patrono, ne affidai l'incarico ad un valoroso aversano, il Signor Francesco Giordano, allievo del rinomato scultore napoletano Citarelli, il quale, a misura che io arrivavo a guadagnare e consegnargli una sommetta, così ripigliava il lavoro. Sicchè, dopo il corso di parrecchi mesi, vidi coronati i miei sforzi, ed il 15 novembre 1896 il Can. D. Alessandro Montone benedì il lavoro riuscito. Il prefato Canonico credette opportuno far portare il simulacro di S.Ciro in processione per le vie principali della parrocchia...''. Fu così che la città di Aversa, grazie ad un umile prete, uno di quelli che forse non conoscevano altro latino che quello del messale, che celebravano la messa con animo puro, vide sfilare tra le sue vie ogni 31 gennario anche questa processione, una ricorrenza che però, già da qualche tempo non è più in uso.
 

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