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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 09.05.16 19:28.

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"Aversa, un cammino in sospeso...": una mostra in itinere Antonio Santi.

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Aversa, un cammino sospeso da riprendere... Silvia Dalfelli

Cammino in sospeso.jpg

Aversa, 7 maggio 2016, presso Palazzo Parente, ha avuto inizio il cammino di una città in risveglio. L'antico Palazzo ha aperto le porte ad una mostra fotografica che ha voluto raccontare "coraggiosamente" la verità che quotidianamente si nasconde dietro la negligenza umana. >>>continua>>>

Abbiamo avuto il piacere di ascoltare, in ordine di intervento, l'introduzione di Francesca Prisco che, con grande sensibilità ed esperienza giornalistica, ha saputo rapportare le immagini esposte a situazioni già vissute e sofferte in parti del mondo geograficamente lontane ma, per molti versi, emozionalmente vicine nella difficoltà del recupero di beni e valori offesi e danneggiati da logiche poco comprensibili. "Immagini di guerra", questo l'appellativo che in più di un'occasione, nel corso della serata inaugurale, è stato attribuito alle foto in mostra. Forse perché, come in una guerra, queste immagini testimoniano i postumi di attacchi scellerati e della totale indifferenza all'espressione più sublime dell'animo umano, l'Amore, l'amore per l'Arte, per il Bello, per il Prossimo.... Subito dopo, il pregevole pensiero dell'Avv. Antonio Santi, che con il suo impegno ed il suo amore per la città di Aversa, quotidianamente, denuncia l'inaccettabile involuzione che una città di tanto pregio artistico e storico, sta subendo ormai da tempo immemore. Quest'incontro con i fotografi, nato per caso, da una curiosità occasionale, ha partorito un evento che ha scosso l'opinione pubblica che, nella persona del magistrato Nicola Graziano, successivo intervento della serata, ha palesato l'intenzione di incoraggiare il "risveglio" di una città che non ha nulla da invidiare alle grandi città europee. "Ormai, non possiamo più aspettare", queste le parole del magistrato, urge un'azione di recupero e rispristino di valori troppo grandi per essere definitivamente abbandonati. La città di Aversa è davvero ricca, ricca di arte e di storia, affreschi meravigliosi, come quelli della Chiesa del Carmine, che ancora sembrano chiedere il gesto di ammirazione di chi racchiude dentro di se la capacità di guardare più che di vedere. Madre e sede della Psichiatria europea, ad Aversa nasce nel 1813 l'ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria Maddalena di Aversa, "Casa dei folli del Regno di Napoli". Un autentico giacimento culturale, che si estende su di un'area di oltre 20 ettari, un complesso strutturale praticamente autonomo nell'autoproduzione e nell'autosostentamento, capace di ospitare migliaia di pazienti, corredato di mensa, lavanderia, officina-ex sala mortuaria, guardianie, depositi, garage etc. e nella cui Cappella è possibile ammirare una tela della Maddalena, della prima metà del Settecento, di Carlo Mercurio. Tutto questo versa in uno stato di totale abbandono, alla mercè di chi riesce ad appropriarsi di qualunque oggetto rimasto a fini lucrativi. Infine, l'intervento di Emilia Narciso, Rappresentante dell' Unicef di Caserta, che ha manifestato la voglia di prendere parte attiva nel progetto di recupero. La serata si è sviluppata e conclusa in un percorso esplicativo delle immagini esposte, condotto da uno dei fotoreporter, Massimo Lojacono e nei ringraziamenti finali a tutti i partecipanti.

 

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