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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 24.07.16 19:28.

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Ero sano di mente Silvia Dalfelli

Ai tempi degli uomini primitivi li chiamavano graffiti, oggi murales, ma anche se nel corso del tempo i nomi delle cose subiscono una trasformazione, il loro significato no.

Quando l'uomo sente il bisogno di dare forma ad un pensiero della sua mente può fare tre cose:      scrivere, disegnare o creare.

Quest'immagine nasconde un messaggio e questo messaggio chiede aiuto.

"Voglio scappare", "voglio fuggire da questo posto", non mi appartiene, ed io non appartengo a lui.

È un mondo che ti risucchia e la tua mente perde gradualmente ma molto rapidamente il contatto con la realtà.

È un palcoscenico nuovo, ma non sa di buono.

Tutto è così diverso, strano, surreale. >>>continua>>>

Nel corridoio, c'è una sedia con una gamba sola e la seduta vuota si appoggia alla parete del lungo corridoio e si mantiene in piedi con una forza che non è quella di gravità e nemmeno quella magnetica ....... È la forza della follia.

Qui dentro c'è un'energia potentissima che ti sbatte contro i vetri o ti incatena ad un letto.

Non posso muovermi, mi hanno legato, non ho l'uso delle braccia e delle gambe, tutto rallenta, la mia energia si affievolisce, mi sto spegnendo.

Oggi sono in piedi, mi hanno liberato, mi hanno detto che ieri ero troppo nervoso e avrei potuto farmi male.

Sono nel grande salone della ricreazione, sono in tanti ... c'è anche Nina, è la piccola di casa, non so perché sia finita qui dentro, è bellissima e molto vivace, non sta mai ferma, è sempre pronta a giocare, a fare qualcosa, a scoprire tutto ed è solo grazie ai suoi occhioni azzurri che riesco a ritrovare il contatto.

Prima ho sentito gli infermieri, stavano parlando di Geremia... ora è in infermeria.

Ieri,ha preso una gran rincorsa nel lungo corridoio e si è lanciato contro la vetrata, aveva la testa tutta insanguinata.

Era un pò che glielo sentivo dire, voleva uscire da qui, voleva respirare aria fresca, voleva riempire gli occhi con i colori del giardino che c'è fuori, ma non glielo facevano mai fare.

Dicevano che si poteva far male, secondo me poteva solo stare bene.

Adesso lo so, molti di noi stanno qui dentro perché le nostre famiglie ci vedevano diversi da loro, e non saremmo serviti come braccia da lavoro nei campi, ma forse potevamo diventare qualcos'altro, medici, poeti, insegnanti .... scienziati.

Io mi alzavo sempre sulle punte dei piedi quando ero piccolo, e alzavo le braccia al cielo, lo faccio ancora adesso, ma forse lo faceva anche Nureyev da bambino.

Non saprò mai se avrei potuto essere più bravo di lui....

Le donne, invece, escono, ma solo una volta al mese, le portano fuori per qualche giorno, le lasciano andare avanti e indietro e poi le riportano dentro.

Dicono che gli assorbenti costano troppo e qui dentro si sporcherebbe tutto.

Ho sentito dire che ci sono anche dei forni grandi e lunghi, ma non ho mai sentito odore di pane, solo di carne bruciata.

Eppure mangiamo sempre polenta, la carne non ce la danno mai, ma qualcuno di noi ogni tanto scompare e poi non lo vediamo più.

Chissà se domani mi fanno uscire da qui, ma se non lo fanno scappo io, perché io....Ero sano di mente.

 

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