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Un avvocato farebbe bene a partecipare al Gruppo di Studio di Palazzo Parente per il concorso di notaio? Antonio Santi

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Il Gruppo di Studio per la preparazione al concorso di notaio è giunto alla ottava puntata. Nell'ultima il notaio Fanzi ha svolto un'interessantissima chiacchierata sul contratto preliminare (avente ad oggetto una prestazione di fare secondo la dottrina tradizionale, ad esempio Capozzi e Montesano; una prestazione di dare, invece, secondo la dottrina più recente, ad esempio, Gazzoni). All'ottava puntata mi sono chiesto se un avvocato fa bene a frequentare le giornate di riflessione a cura del notaio Gennaro Fiordiliso. >>>continua a leggere>>>>>>

Nel Gruppo, c'è da premettere, si parla di atti inter vivos, mortis causa e societario (le materie del concorso per notaio). La risposta che mi son dato è si. Perché si tratta di approfondire materie che prima o poi giungono al vaglio di un avvocato. Inter vivos, per esempio: chi non si è mai occupato di una vendita o di un comodato o di regime patrimoniale tra coniugi? Mortis causa, ancora ad esempio: chi non si è mai occupato di eredità e legati, di testamenti, di accettazione dell'eredità? Ed allora quale miglior "ripasso" di fondamentali ambiti di lavoro è il seguire le chiacchierate di un notaio o di notai con specifiche competenze? Certo, ci vuole la voglia di aggiornarsi, di ripercorrere, di rileggere, codice incluso, di mettersi in discussione, ma queste posizioni sono di chi non si sente mai arrivato perchèn sa che il confine del sapere è spostabile all'infinito. Il professionista che non sente questa esigenza è, per me, su di una strada sbagliata, forse denota di non avere nemmeno passione sufficiente per essere migliore, per saperne di più. Tanto premesso, mi permetto di ricordare a tutti gli operatori del diritto civile che il Gruppo di Studio prosegue, Ed è aperto al pubblico. Costa solo venti euro al mese e l'incasso andrà devoluto in beneficienza.

 

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