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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 25.05.17 21:34.

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"Festival Cimarosa", Aversa fautrice di Cultura Domenico Frondella

Festival Cimarosa.jpg

"Abbi cura di lasciare i tuoi figli ben istruiti piuttosto che ricchi, perché le speranze degli istruiti sono migliori del benessere degli ignoranti", recita un'antica massima di Epitteto. A guardarci un po' attorno, c'è davvero da rimpiangere amaramente la grande saggezza degli antichi: specialmente negli ultimi anni, infatti, sempre meno consistenti sono state le risorse investite(sia a livello nazionale che locale) nell'istruzione in genere e nella salvaguardia e nel rilancio del nostro glorioso e invidiabile patrimonio culturale.

 

Quella che dovrebbe essere una priorità assoluta in qualsiasi agenda politica che si rispetti, specialmente in territori come i nostri, sempre più avari di opportunità soprattutto per i giovani, viene fatta passare sempre in secondo piano rispetto ad altri problemi, certo gravi e importanti, ma spesso in maniera poco lungimirante, se non puramente pretestuosa.
Duole,inoltre, constatare come in altri paesi, che pure hanno dovuto fare i conti con la crisi economica di questi ultimi anni,si riesca a valorizzare e a tutelare, molto più che in Italia,il patrimonio artistico e culturale, mentre qui da noi, nella culla della cultura,ci si limiti al minimo indispensabile, se va bene, o a rimuovere qualche maceria, di tanto in tanto.
Aversa, come tutti sappiamo, è nota per aver dato i natali ad alcuni tra i più rilevanti compositori della storia della musica, quali Domenico Cimarosa, Niccolò Jommelli e Gaetano Andreozzi. Proprio per questo viene spontaneo chiedersi come mai città come Salisburgo, Bonn o Pesaro, nelle quali sono venuti al mondo compositori del calibro di Mozart, Beethoven e Rossini celebrino i propri fiori all'occhiello con festival ed eventi di respiro internazionale, mentre ad Aversa, che ha dato i natali a musicisti illustri come Cimarosa (il quale ha composto opere tutt'oggi rappresentate nei maggiori teatri lirici di tutto il mondo) non si faccia altrettanto. Varrebbe senz'altro la pena, poi, interrogarsi su quelle che potrebbero essere le ricadute positive e i benefici derivanti dal probabile incremento dell'affluenza turistica e dalla possibilità di sviluppare nuove sinergie territoriali nella nostra città che, da questo punto di vista, ha un potenziale sicuramente di tutto rispetto. Questi sono alcuni dei motivi per i quali l'Associazione Gaetano Parente (con sede nell'omonimo palazzo), ha istituito il "Festival Cimarosa".                                                                                    Tale Festival, la cui prima edizione si è svolta nell'ormai lontano 2008, si propone di avvicinare i cittadini alla musica classica e, dunque, di rivitalizzare l'attenzione della nostra comunità nei confronti di una tradizione musicale tanto illustre quanto bistrattata. Con encomiabile impegno, duro lavoro e un'incrollabile abnegazione, l'Associazione Gaetano Parente, che da ormai molto tempo è attiva in questo progetto, tenta quest'anno una strada diversa. Nelle passate edizioni del Festival i protagonisti che si sono esibiti, ammaliando ed estasiando il pubblico con le loro straordinarie doti, erano artisti abbastanza noti,già affermatisi in giro per il mondo: basti pensare a virtuosi del calibro di Fabrizio von Arx, Yago Mahùgo, che sono stati tra i musicisti di maggiore rilievo a esibirsi nella prima edizione del Festival, nel 2008.  Ma l'Associazione, quest'anno, si è proposta un obiettivo assai ambizioso: riuscire nell'impresa di avvicinare soprattutto i giovani alla musica, ossia all'arte delle Muse, definita anche arte delle arti dai greci, i quali ritenevano che essa donasse all'uomo la facoltà di elevarsi oltre i sensi e aveva il potere, negli antichi miti, di commuovere uomini, dei, semidei, animali e, talora, persino i sassi. A esibirsi sul palco del Festival, infatti, saranno non più artisti aventi una certa notorietà e di fama internazionale, ma giovani promesse del nostro territorio: nella splendida e suggestiva cornice di Palazzo Parente, in due diverse date (30 Maggio e 9 Giugno), alcuni brillanti studenti di musica provenienti da Licei Musicali e Conservatori si metteranno in gioco, provando ad accorciare le distanze tra la musica colta e le nuove generazioni, guidati dal prof. Antonio Capuano, docente di pianoforte e musica da camera presso il Liceo Classico e Musicale Domenico Cirillo di Aversa, il quale ha accettato con grande disponibilità ed entusiasmo di farsi animatore di questo progetto,in qualità di maestro accompagnatore. Giovani relatori forniranno, prima di ciascuna esibizione, alcune indicazioni di massima, che avranno lo scopo di orientare il pubblico, anche quello meno avvezzo ed esperto, ad un ascolto più attento e consapevole.

 Nella prima giornata (30 Maggio) ascolteremo: il baritono Luigi Di Martino che eseguirà due brani di Tosti ("A'Vucchella" e "Tristezza"); il soprano Alessia Esposito che susciterà intense emozioni interpretando una delle più espressive e celebri arie di Haendel ("Lascia ch'io pianga"); il pianista Giuseppe Landolfo che eseguirà una deliziosa "Sonata in La maggiore" di Domenico Scarlatti; i due violinisti Niccolò Laiso ed Emanuela Antonucci, i quali si cimenteranno in un fervido "concerto in La per due violini" di Vivaldi; il pianista Nicola Abate, che interpreterà anch'egli una "sonata in Re maggiore" di  Domenico Scarlatti, seguita dalla "Polonaise Op. 26 n°1" di Chopin; ed infine un rinomato duetto per baritono e soprano, tratto dalla celebre opera "Don Giovanni" di Mozart ("Là ci darem la mano").

Nella seconda e conclusiva giornata del Festival (9 Giugno), a esibirsi saranno: il chitarrista Andrea di Fraia con il "Preludio n°1" di Villa Lobos e il "Capriccio Arabo" di Tarrega; il cornista Michelangelo Acierno con un "Rondò" di Mozart; il flautista Paolo Laiso con un "Rondò Capriccioso" di Stamitz e una "Sonata in Do maggiore" di Donizetti; ed infine l'arpista Carmen Di Ronza, che eseguirà una "Sonata in Do minore" di Dussek e un armonioso "Divertimento Brillante su La Traviata" di Caramiello.                                                                                                                    

Un programma interessante e vario, dunque, ricco di suggestioni e colori diversi, mediante il quale ci si propone, in definitiva, di suscitare interesse e passione intorno ad un settore artistico storicamente prestigioso ed importante per la cittadina normanna, anche nella convinzione che il rilancio di Aversa non potrà che passare attraverso la riscoperta e la valorizzazione di una tradizione musicale di altissimo livello, che è una delle componenti più alte e nobili della nostra identità. 

 

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