Ti aspetti una Città perfetta ed elegante, ma non è così. Gli anni sono passati anche qui e i problemi sociali li trovi belli, grandi, dirompenti, ingigantiti. Il viaggio a Parigi comincia con una anziana donna nera che non riesce a salire, con il carrello, il gradino del marciapiede; l’indifferenza generale verso la situazione; il fastidio dell’autista dell’autobus che, non appena la donna anziana è riuscita a far salire il carrello sul marciapiede, accelera seccato. Neri, clochard, cinesi, sudamericani, arabi, indiani: altro che “all’estero è sicuramente meglio!”. E’ chiaro che qui c’è un problema sociale, forte, d’integrazione. I lavori del "livello inferiore" (camerieri, per esempio) sono svolti da extracomunitari. Molti si sono integrati. Ed hanno un bell'aspetto. Ma molti, all’opposto. no. E recano nel volto i segni della solitudine e della sofferenza. Come una tristezza indelebile. Ti chiedono soldi per la strada. Ai semafori pure, ma sono in meno.