il nuovo L’Eco di Aversa

L'Eco di Aversa

Gaetano Parente, fra le molte iniziative ideate e messe in campo, "dal 1862 alla morte curò /_ anche _/ la pubblicazione di un giornale municipale 'L'eco di Aversa'” (E. DI GRAZIA, Aversa aspetti di storia e di vita, Napoli, 1971, pag.114).
Il periodico rappresentava un “Foglio municipale”, “Si pubblica/_va _/ ogni 15 giorni, e dove la materia abbondi, ogni settimana. Un numero costa/_ va _/ 5 centesimi.”. Si vendeva “nella Calcografia di Filippo Torno, Strada Nuova, num. 193”. Era “Direttore” il “dot. NICOLA PERLA” e “Gerente responsabile – SALVATORE BATISTONI” (cfr. L’Eco, Anno I, numero 1).


L'Eco di Aversa - 1° numero del 1861
"Il … programma" della pubblicazione, come esposto dal sindaco Parente, era il seguente e precisamente: "Toccava a questo Municipio l’iniziare un giornale, in cui gli atti più rilevanti della sua amministrazione fossero al pubblico noti mediante la stampa; a questo municipio, che fra gli altri della provincia di Terra di Lavoro può dirsi primo fra’ primi per civiltà, per ricchezza, e per numero di abitanti. Costretti fin qui da sospettosi governi a seppellire in fondo ai loro archivii ogni docomento, ogni deliberazione collegiale, non avean voce, n´ vita i nostri comuni. La prima non erompeva, che quando s’era troppo schiamazzato da’ vecchi decurioni nelle sale di loro adunanze, il cui eco ripercotevasi tra le officine burocratiche dell’Intendenza, dove poi si spegneva innanzi ad irremovibile fato; la seconda, senza espansione, senza sviluppo delle latenti sue forze si affievoliva per narcotico tempore. Ora che le nuove leggi gli hanno emancipati cotesti comuni dalla troppo minuta e continua tutela del governo, e la stampa sorge opportunamente libera ed echeggiante all’aperto, ora sarebbe stata ignavia nostra il non trarne profitto e giovamento per eccitare l’attività comunale aversana in tutto ciò, che può tornare di utile e di glorioso ai cittadini, non più stranieri in patria, ma consapevoli de’ loro fatti domestici.
Rialzare per tal modo l’importanza dei comunali interessi; dimostrare in che stato si trovino le sue condizioni materiali e morali; indurre negli animi la persuasione, che una retta e intelligente amministrazione gioverà potentemente alla rigenerazione del proprio paese; e che i comuni, quanto più ordinati e fiorenti, contribuir possono e devono alla grandezza nazionale, questo io credo che sia il compito, questo il nobile scopo, cui intender debba un periodico municipale. Riflettiamo inoltre, che se ogni villaggio, ogni lembo, ogni zona di questa sacra terra d’Italia, è un membro o parte del corpo nazionale, è chiaro, viceversa, che questa magnifica comunione di tutta la italiana gente che si chiama stato, in s´ riabbracci e identifichi l’aggregato di cotesti comuni, perch´ risorgano a vita nuova. Sotto tal punto di vista, ne consegue, che i grandi destini di una nazione; la guerra e la pace; la gloria delle arti e delle scienze; la prosperità del commercio; l’educazione e l’istruzione delle infime e delle alte classi; opgni indirizzo, ogni azione collettiva del governo nel timoneggiare la barca dello stato, offrir possa al comune un’occasione e meglio un nobile aringo per far palese la quota parte di ciascuno pel concorso che vi presta. E se vero è, che il primo e più vitale interesse quello sia, e debba esser del far prosperare tutta quanta la nazione, niuno è che non voglia calcolare quanto importi, che noi tutti che nel comune viviamo, e che siamo del comune avessimo tal profondo convincimento, che alla causa nazionale sta congiunta e legata la causa del focolare domestico; la nostra autonomia, la nostra libertà, l’indipendenza nostra. Guai se si dislegano, e si disgiungono! Una meravigliosa epopea si compiva di fatti, nella quale sono, come per fantasmagorica visione, passati attraverso de’ nostri sguardi i grandi prodigi avvenuti: ebbene qual dei comuni sarebbe ora quell’unico a poter dire non avervi avuto la sua parte? chi ebbe spedito il suo milite alla pugna; chi versato il suo obolo; chi se non altro espresso un voto, il sospiro di un caldo voto pei trionfi nazionali; tutti, nell’unanimità del plebiscito, un grido di sodisfatta compiacenza mandarono dall’Alpi al Lilibeo.
Per tale rinnovamento di destini, sprigionata a favore di essi comuni la voce della stampa, crebbe il numero de’ periodici in generale. Non mancò la nostra bella provincia d’inaugurare la sua ‘Campania’ organo del Consiglio provinciale. Ed Aversa? Ond’io, nella fuggente qualità di sindaco di una si illustre città, mi determinai ad imprendere senza più indugio la pubblicazione di tal modesta cronaca, si che si direbbe casalinga fanciulla, ch’esce di rado, e senza pompa di vesti.
Nelle sue colonne larga parte sarà data primamente agli atti di esso Municipio, sia pubblicando alcune deliberazioni del Consiglio o della Giunta; sia le più importanti corrispondenze del sindaco; larga parte al progressivo immegliamento della G.N., e della pubblica istruzione: due principali fattori del patrio risorgimento. La quale precedenza, non ci farà di certo trasandare quelle discussioni che per avventura sorger potessero opportune all’intelligenza ed applicazione pratica delle nuove leggi amministrative, n´ obbliare tampoco lo stato, e le condizioni, in cui versano i nostri pii Stabilimenti di beneficenza.
Per le quali tutte cose, in mezzo alla ferraggine degli affari che si succedono senza posa, ho speranza di ripromettermi l’appoggio ed il concorso degl’intelligenti cittadini, e de’ Consiglieri operosi al bene; i quali vorranno somministrarmi più abbondevole materia; recando così ciascuno de' collaboratori la loro pietra al grande edifizio, essi che hanno miglior tempo, e mente quieta, e più robuste forze d’ingegno.
A rendere non pertanto anche gradevole ed utilissimo questo periodico, riporteremo, quando che sia, e di volta in volta alcun brano di altri giornali, o qualche biografia de’ nostri benemeriti concittadini, che già per armi s’illustrarono, per lettere, per dignità eminenti. Non ometteremo, infine, d’inserire periodicamente un Gazzettino annonario per guida e norma altrui negli affari commerciali.
Con siffatti proponimenti niuno de' cittadini negherà, mi spero, di porgere benigno ascolto all’eco di Aversa; niuno di coloro, nei quali sia intimo convincimento di dover concorrere al bene ed al lustro del proprio comune. Il Sindaco G. Parente"
.

il nuovo L'Eco di Aversa



Manifesto per il lancio del n. 0 de "il nuovo L'Eco di Aversa"
Nel settembre 2003 è uscito il numero 0 de il nuovo L’Eco di Aversa: "Gaetano Parente ... fondava, nel 1861, il foglio L’Eco di Aversa. Dopo quasi un secolo e mezzo un suo discendente, l’avvocato Antonio Santi, prova a far rinascere un periodico con lo stesso nome insieme ad un gruppo di aversani… Le cose in comune fra i due eventi finiscono qui. Per il resto: tempi diversi, problemi diversi, persone diverse. Forse c’è un altro aspetto in comune: il desiderio forte di far qualcosa per la nostra città, fornire un servizio utile a tutti. Siamo convinti che la città abbia tutte le condizioni e tutte le energie interne per provare a risolvere i suoi problemi ed avvicinarsi sempre più all’Italia di qualità, quella che conta. Con questo fondamentale convincimento ci presentiamo alla città. Rispetto delle regole, innovazione, qualità e professionalità saranno le nostre stelle polari. Attraverso queste lenti guarderemo gli eventi della nostra città. Noi ci crediamo. Il periodico cercherà di porsi in un’ottica di servizio, di apertura a qualsiasi contributo da qualunque parte venga, purchè riferito all’interesse della città. Proveremo ad essere punto di riferimento per tutti coloro che non si adagiano e che vogliono che la propria città migliori. Ci rivolgeremo a tutti, ma i nostri riferimenti privilegiati saranno le nuove sensibilità, le nuove realtà economiche e culturali, le problematiche ambientali, il grande serbatoio culturale ed artistico aversano, la progettualità e la qualità, dovunque esse siano. Un’attenzione particolare sarà tenuta nei confronti dell’Università e della scuola in generale, in serbatoio inesauribile di potenzialità inespresse. Per questo nostro impegno avremo certamente bisogno dell’aiuto e della collaborazione di tutti. Sarà praticamente impossibile farcela da soli. Accetteremo ogni rilievo, purch´ costruttivo. Saremo attenti e sereni osservatori degli avvenimenti più importanti della città. Mostreremo attenzione all’operato di chi ci amministra… Speriamo di farcela, la buona volontà non manca" (Domenico Romano, L’editoriale – Una difficile scommessa, il nuovo L’Eco di Aversa, numero 0, settembre 2003, pag.1).
La pubblicazione era cartacea, in quadricromia, di pagine otto, di fogli due, a cadenza mensile. Assunse il ruolo di direttore responsabile Antonio Scaglione ed il ruolo di direttore editoriale Antonio Santi. Successivamente il ruolo di direttore editoriale è stato condiviso da Antonio Santi e Maria Luisa Coppola.
A maggio 2007 è mutata la veste grafica.
Ad ottobre 2007 è cessata la pubblicazione cartacea e da quel momento il periodico è stato pubblicato solo in versione on line.

Il nostro "Manifesto"

La poesia "Lentamente muore", comunemente attribuita a Pablo Neruda, è Il Manifesto de il nuovo L’Eco di Aversa. Con piacere rileggiamo tale poesia insieme a voi:

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca o colore dei vestiti,
chi non rischia,
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione,
chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni;
emozioni che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti agli errori ed ai sentimenti!
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia e pace in sè stesso.
Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di
gran lunga
maggiore
del semplice fatto di respirare!
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida
felicità.".

 


www.ecodiaversa.com
Creative Commons License Questo sito utilizza un licenza Creative Commons License - Powered by Movable Type Open Source 4.1 - Web Design by ULTRA Studio

Google Analytics
Amministrazione