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VICENDE ECCLESIASTICHE
Una buona notizia / Come avviene una chiamata, cosa accade, cosa si sente Stefano Rega

telefono.jpgSembra una richiesta inoltrata ad un operatore telecom, invece è la frequente domanda di tanti che, incuriositi dalla scelta vocazionale di alcuni ragazzi o giovani, si interrogano sul senso e sulla modalità di tale scelta. Non diciamo subito ch’è un mistero, anche se una buona dose di mistero c’è, per non terminare in fretta questa riflessione, per non lasciare i curiosi senza una risposta e perché è possibile capire come Dio chiama e come nasce nel cuore di un giovane il desiderio di rispondere ad un invito così particolare. Nessuno “si fa” discepolo di Gesù.
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Non è l’uomo che, avendo visto Gesù, si decide da solo ad incamminarsi con lui. Il volontario e responsa¬bile seguire è costantemente preceduto, trasceso e alimentato dal do¬no dello sguardo e della parola di Gesù, così come “cercare Dio” significa anzitutto “essere trovati” e “lasciarsi amare” da Lui. Traspare così anche in ogni racconto vocazionale dei van¬geli: manifestare la “chiamata” di Gesù quale evento di gratuità originaria e la “risposta” dell’uomo quale possibilità effettiva di partecipare della gratuità, per una nuova esistenza vissuta nel segno della gratuità. Questo messaggio interpella ogni generazione di credenti fino alla nostra, e oltre; sottopone ad una scossa salutare le coscienze in cia¬scuna tappa del cammino di fede. Non ci si può sottrarre ad una serena quanto seria autocritica, in una rilettura coinvolgente della “situazione” che Luca e gli altri evangelisti descrivono. Le comunità e i singoli che pensano di vivere “ovviamente” la se¬quela, nelle vie laicali, religiose, del sacramento dell’Ordine, sono stimolati a interrogarsi se il loro non sia un discepolato abitudina¬rio, tendente a chiudersi in se stesso o a difendere privilegi discriminanti, e se non abbiano bisogno di operare un ritorno alle origini, anzi all’origine, segnata dalla gratuità del dono e dalla radicalità dell’esigenza, rinnovando l’esperienza dell’incontro col Si¬gnore Gesù che oggi passa, vede e chiama “lungo il mare di Galilea”. Galilea non ha confini. Ogni luogo può essere Galilea, e la Gali¬lea si profila dovunque risuoni il messaggio evangelico, si sia chiamati a seguire Gesù e ci si appresti alla missione. Galilea è passag¬gio tra la ferialità del servire con amore e la solennità che si celebra nel donarsi del martire.


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