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5 – L’angolo delle Letture Luigi Alviggi

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Nell’angolo delle letture trovano posto brani scelti da grandi classici o da best-seller del momento, liriche, proverbi, massime, di scrittori, poeti, filosofi, grandi pensatori. Le citazioni cercano di avere un senso conchiuso, oppure essere emblematiche dello stile o dell’ispirazione dell’autore prescelto. Esse vogliono essere tentatrici, stimolando il lettore interessato ad approfondire la lettura proposta.


Da giovane, ogni volta che udivo suonare o battere alla porta ero felice, poiché pensavo: “Chissà, forse ci siamo!”. Adesso, quando battono alla porta mi spavento, poiché penso: “Stavolta ci siamo!”
ARTHUR SCHOPENHAUER (Danzica 1788 – 1860): Appunti di viaggio (1818 – 1822)
C’era una volta una prostituta di nome Maria. Come tutte le prostitute, era nata vergine e innocente e, nell’adolescenza, aveva sognato di incontrare l’uomo della sua vita (ricco, bello, intelligente), di sposarsi (in abito bianco), di avere due figli (che da grandi sarebbero diventati famosi) e di vivere in una bella casa (con vista sul mare). Il padre faceva il venditore ambulante, la madre era sarta. Nella sua sperduta cittadina del Brasile c’erano solo un cinema, un locale e una piccola banca. Perciò Maria aspettava il giorno in cui il suo principe azzurro sarebbe arrivato senza avvisare, e avrebbe conquistato il suo cuore – e allora lei sarebbe partita insieme a lui alla conquista del mondo.
Fino a quando il principe azzurro non fosse apparso, lei non avrebbe potuto far altro che sognare.
PAULO COELHO (Rio de Janeiro 1947): Undici minuti (2003)
La felicità arriva all’improvviso, indipendentemente dalla situazione e dalle circostanze, tanto da sembrare spietata. In qualsiasi condizione, e con chiunque ti trovi.
Non puoi prevederla in nessun modo.
È impossibile crearsi la felicità da soli, secondo i propri desideri. Può arrivare un attimo dopo, oppure non arrivare, per quanto uno possa aspettare. È imprevedibile come lo sono le onde e il tempo. I miracoli sono sempre in attesa, senza fare distinzione per nessuno.
Ma questa era l’unica cosa che ancora non sapevo.
BANANA YOSHIMOTO (Tokyo 1964): Ricordi di un vicolo cieco (2003)
Esiste a Roma un plastico bellissimo della città come si presentava più o meno al tempo di Costantino, cioè nel IV secolo. Il piano su cui poggia ha una diagonale di oltre 15 metri; vi sono ricostruiti con perizia i principali edifici. .… Lo si osserva dall’alto di una balconata ed è quanto di meglio ci sia per avere un’impressione a “volo d’uccello” dell’antica capitale, ritrovarvi nella loro interezza le strutture di cui ora sopravvive qualche rudere, riscontrare, con sorpresa, che alcuni tracciati cittadini, come per esempio via del Corso, via del Babuino o la passeggiata archeologica, diciassette secoli fa erano tali e quali ad oggi…
Fu preparato nel 1937 e si trova all’interno del Museo della civiltà romana nel quartiere dell’Eur…
Per un curioso paradosso, l’immagine della Roma più antica si trova proprio nel quartiere più moderno della capitale. Non che non siano stati creati altri complessi edilizi dopo di quello, anzi, nel dopoguerra Roma è letteralmente esplosa in ogni direzione. L’Eur rimane, però, la più grandiosa realizzazione urbanistica del Novecento, quella ideata con più cura, affidata ad alcuni dei migliori architetti dell’epoca per accogliere l’esposizione del 1942, che doveva celebrare il ventesimo anniversario della “rivoluzione fascista” del 1922. Nei progetti originali doveva chiamarsi “E42”…
CORRADO AUGIAS (Roma 1935): I segreti di Roma (2005)
Non si invecchia per gradi – le aveva detto suo padre – ogni tanto si fanno le cadute, i famosi crolli. Improvvisi e irreversibili. Le trasformazioni degli organi e degli ormoni sembravano concentrarsi in alcuni punti della vita, alternando accelerazioni puntuali e miracolose stasi. Ma ognuna di queste accelerazioni era un punto di non ritorno. Se ne era accorta la prima volta l’anno del suo quarantunesimo compleanno, come se il suo corpo, tutto teso nello sforzo di arrivare ai quarant’anni con pochi mutamenti, si fosse abbattuto l’anno successivo, vinto da una potenza che non riusciva più a contrastare.
ANTONELLA MOSCATI : Una quasi eternità (2006)


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