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SOGNI e REALTA’ di Luigi ALVIGGI

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Una miriade di discorsi e dibattiti ci affascinano nel cammino dei nostri giorni, per poi troppo spesso, per non dire quasi sempre, risvegliarci immersi in una realtà cruda e difforme, che ci mostra di quale stoffa fossero veramente composti i sogni preesistenti.

Una miriade di discorsi e dibattiti ci affascinano nel cammino dei nostri giorni, per poi troppo spesso, per non dire quasi sempre, risvegliarci immersi in una realtà cruda e difforme, che ci mostra di quale stoffa fossero veramente composti i sogni preesistenti.

Oltre sei mesi sono passati dall’ultimo commento alla storia infinita della nostra monnezza: l’emergenza – ci ripetono – è FINITA. Così si affannano a farci credere tv e giornali.

In effetti, sembra piuttosto che i rifiuti siano stati nascosti sotto il tappeto buono di casa, non avendo ancora individuato una collocazione migliore. I governanti locali sono saldi al timone, costanti nell’invocare l’indispensabilità di mantenere invariato il comando in tempi di crisi – perenne sotto i nostri cieli – ed in attesa del compimento delle “grandi” opere, che non si capisce o non ricordiamo più quali effettivamente siano.

Intanto, nelle nostre strade – assenti da troppo tempo – sono ritornati gli ineffabili vigili urbani, a dimostrazione – ove mai ce ne fosse stato bisogno – che il cambiamento del manico influisce pesantemente sulla bontà della ramazza. L’avvento del nuovo comandante/taumaturgo – generale Luigi Sementa – ha fatto miracolosamente risorgere lazzari da tempo deceduti e ridonato vigore ad invalidi ormai fuori uso.

Evviva, ne siamo davvero felici!

La raccolta differenziata fronteggia una vita grama. E questo non soltanto per i tempi comodi – come sempre – intercorrenti tra le disposizioni attuative e quelle concretamente realizzative del Comune; non soltanto per le tante distrazioni di cittadini troppo assorti nei propri ruoli sociali, e che quindi non hanno la testa né il tempo per effettuarla a dovere, ma anche per le altrettante distrazioni di chi è preposto alla periodica raccolta dei prodotti differenziati e lascia passare troppo tempo tra un passaggio ed il successivo. È di questi giorni – attorno alle campane della raccolta di plastica e lattine – la fioritura di innumerevoli germogli (leggi sacchetti a perdere abbandonati dall’utenza) che non trovano spazio nelle campane stesse, ormai ricolme.

Ancora i recalcitranti discettano sul numero di inceneritori necessari per la nostra regione. “Due bastano” – affermano – dimenticando che abbiamo piantagioni sterminate di ecoballe (chiamiamole così) in attesa di sorte migliore (vi ricordate il calcoletto? in giacenza, nell’ordine di molti milioni). E l’affermazione non viene da semplici cittadini, ma da persone che vivono e lavorano nel settore specifico …

Nel lontano 1975 (appena 33 anni fa) vide la luce la Direttiva Europea sui rifiuti, mai pienamente applicata, in specie da noi. Sedici anni fa fu dichiarato lo stato di emergenza rifiuti con un’apposita legge del 1992, e furono di seguito istituiti i diciotto Consorzi di Bacino (Legge Regionale n. 10 del 1993). Questi avrebbero dovuto gestire nella Campania gli impianti a ciclo completo di smaltimento rifiuti solidi urbani, con i risultati che sono stati (e sono) sotto gli occhi di tutti. Il problema si avvia, dunque, verso gli anni della piena maturità…. Ricordiamo, tra le tante cose, che, per l’inadempienza, la Campania dovrà restituire allo Stato 150 milioncini di euro.

Berlusconi – inguaribile ottimista quando parla delle cose del suo governo – accenna ad un quinto termovalorizzatore. Ben venga! Nel frattempo, siamo davvero sicuri che Acerra entrerà in funzione con l’inizio del nuovo anno? Non pare proprio che si sia nella dirittura d’arrivo della fine lavori, ed al 2009 mancano SOLO due mesi.

Quello che nessuno dice – e ci stupiamo fortemente di questa ennesima dimenticanza – è che l’entrata in funzione degli inceneritori, diminuirà drasticamente il numero e l’estensione delle discariche necessarie in Regione. Poiché la monnezza napoletana è prevalentemente composta da materiale combustibile – carta, cartoni, plastica, contenitori, ecc. – è facile prevedere un rifiuto dopo la combustione sicuramente non eccedente il 10-15 % dell’intero volume. Se la geometria non è un’opinione, vuol dire che la superficie delle discariche necessarie ad accogliere i residui della combustione si ridurrà almeno dell’80 %. In soldoni, dunque, otto discariche su dieci potranno essere recuperate ad altro uso. Sarà un beneficio inestimabile per le nostre terre martoriate dai depositi di monnezza!

Le autorità istituzionali fanno a gara nel dire: “Napoli ha le potenzialità per uscire dalla crisi!”. Bene, d’accordo! Nessuno pare realizzare che se non sono le potenzialità a mancare forse mancano le persone che mettano la città in grado di esprimerle ….

Siamo davvero alla fine di questa interminabile nottata?

 


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