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Gianguido Taglialatela, chef

Gianguido Taglialatela, chef ristorante Ninco Nanco, Aversa
 

Diritto | Fisco
“Caffè giuridico” a Palazzo Parente Antonio Santi

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Sono anni che
continuo a leggere, approfondire, scoprire quella parte del diritto civile che
pratico e preferisco. Qualcuno ha notato che possiedo una “Bibbia” e che questa
mi accompagna sempre e dovunque. Nelle vacanze (natalizie come estive), nei
viaggi, persino durante la fila alla posta o alla banca. Si tratta del Manuale
di Andrea Torrente, copertina rossa, 1985. Dentro, appunti, aggiornamenti
(successive edizioni del Manuale), aggiunte tratte da altri manuali (per
esempio, Diritto Privato di Francesco Galgano), schemi, note. 
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Superai l’esame
di diritto privato tanto all’università quanto all’orale di procuratore legale
con il Torrente. Ne possiedo una copia del 68′, donatami dal notaio Luigi
Fasani di Roma. Addirittura ne possiedo tutte le edizioni a far data dal 1985.
Ho sempre avuto la fissazione di semplificare gli istituti. Di fissarne la
sostanza. E, poi, di confrontarli per scoprire similitudini e differenze. E,
quindi, l’utilità pratica. Ho sempre predicato che occorre “possedere”
totalmente anzitutto le categorie generali. L’ossatura, cioè. I concetti. Ed ho
sempre pensato che fosse cosa buona e giusta dare una mano a chi vuole
intraprendere la professione d’avvocato. E far trovare davanti all’aspirante
avvocato non adempimenti da svolgere in luogo della segretaria, ma fattispecie
da studiare per poi scrivere l’atto in difesa della parte che si assiste. Come
quando iniziai la professione come procuratore legale ma senza mai essere
entrato in un’aula di Tribunale. E mi misero davanti al primo atto da redigere,
un ricorso per Cassazione. Nello studio dell’allora presidente dell’A.I.G.A.,
l’avvocato Roberto Giovanni Aloisio, tra i più giovani Cassazionisti d’Italia
(giusta esame) che considero un Maestro nel senso antico del termine ed al
quale continuo a sentire di dovere riconoscenza. Orbene, il CAFFE’ GIURIDICO
vuole essere, nei miei proposti (che, poi, si confronteranno con quelli degli
altri organizzatori), uno spazio dove il Diritto viene semplificato. Reso
chiaro. Almeno in un primo momento. Si tratterà di andare all’essenziale, alla
sostanza. E, poi, confrontare. Perché senza chiarezza sulle sostanze, i
particolari ingarbugliano solo le idee. Sarà mio piacere occuparmi di
obbligazioni e contratti, l’area che amo di più. Saranno banditi i testi “immensi”,
complicati, pretenziosi. Lo spazio che ho in mente riguarda tutti gli operatori
del Diritto. Anche chi già lavora, perché, ne sono certo, spesso la
quotidianità fossilizza e limita. Ho avuto il piacere di imbattermi
(nell’ambito del mio incessante studio) nel libro, di Viviana Rascio, “Schemi
di diritto processuale civile”, Nel Diritto Editore, 2014 (ora è uscita
l’edizione 2015). Sono rimasto colpito (raramente mi capita) dalla semplicità,
chiarezza, esaustività del libro. Tanto che ho cercato (in F, non mi vergogno
di dirlo) e trovato l’autrice, napoletana. Ci siamo visti a Palazzo Parente ed
a lei ho proposto di portare avanti, insieme e con, anche, altri amici, il
progetto che avevo in mente ed al quale ho dato il nome di CAFFE’ GIURIDICO.
L’avvocato Rascio ha accettato la mia proposta. Il che mi ha reso felice.
Stiamo, ora, lavorando per far partire, a settembre, il progetto. Il diritto,
quindi, come passione. Posseduto e da trasmettere. Il diritto, però, semplice,
chiaro, operativo.


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