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Attualità
Dopo la epidemia poi pandemia Antonio Santi

Il governicchio del Paese in carica ha gestito due fasi d’emergenza: la prima, l’epidemia; la seconda, la pandemia. Stiamo uscendo da queste due fasi con un grande caos nella testa: ordini diversi tra Stato e Regioni; ordini diversi tra Regione e Regione; opinioni diverse anche da parte degli scienziati. In ogni caso si comincia a prospettare, tra le consuete diversità di vedute, l’inizio di una fase di ritorno alla normalità pur nell’anormalità del modus vivendi che ci aspetta. Comunque sia, questa nuova fase, di cui non ancora conosciamo il termine iniziale, dovrà essere “storica” e ciò nel senso che dovranno essere realizzati grandi cambiamenti. Si tratterà di capovolgere l’Italia immobile ab immemore. Si tratterà di attuare quel riformismo necessario falsamente sostenuto da tutti i partiti secondo la tecnica delle promesse da marinaio. Ma, vediamo nel dettaglio ciò che bisognerà fare.

Si tratterà di capovolgere l’Italia immobile ab immemore. Si tratterà di attuare quel riformismo necessario falsamente sostenuto da tutti i partiti secondo la tecnica delle promesse da marinaio. Ma, vediamo nel dettaglio ciò che bisognerà fare. Bisognerà abolire il principio odioso secondo cui “Non ci sono soldi”. Bisognerà stracciare lo Job’s Act che favorisce contratti di lavoro incerti e poco tutelati. Bisognerà riformare la Sanità: il settore necessita di più mezzi, più strutture, più medici anche di base. Bisognerà riformare il Fisco e ciò nel duplice senso di abbassare le tasse e di far pagare veramente le tasse a tutti. Bisognerà riformare la Scuola: basta con l’uso indecente di doversi portare la carta igienica da casa o con plessi insicuri, sporchi, insufficienti. Bisognerà riformare la Giustizia ed in particolare, per quel che mi tocca dal vivo, il processo civile con le sue lungaggini abnormi. Si tratterà di mettere mano alla “civilizzazione” del Bel Paese ricco di tante belle teste che il più delle volte se ne vanno all’estero. Basta pensare, ad esempio, al medico calabrese che ha salvato Boris Jhonson. I governi di centrodestra e di centrosinistra che hanno governato sino ad ora non hanno avuto, nemmeno lontanamente, il coraggio dei riformisti, di riformare. Ad eccezione di Renzi che, però, strada facendo è diventato un “dittatore” persino suscettibile. E’ necessario, ora, governare veramente. Svolgere la funzione di politico nell’interesse della gente. Con competenza comprovata, senso della solidarietà, passione per l’Italia. Staremo a vedere se tutto resterà come sempre o se, invece, tutto cambierà. Io, ad esser sincero, non credo alla seconda strada ma alla prima.


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