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Non decolla la differenziata ad Aversa Salvatore de Chiara

La raccolta differenziata ad Aversa continua a rimanere al palo, malgrado il passaggio della gestione del servizio alla Tekra e la sua rimodulazione dalla fine del 2020. Secondo i dati forniti dall’azienda, negli ultimi due mesi del 2020 la percentuale di differenziata si è attestata su una media del 37,51%, con un picco del 39% a dicembre, mentre nei primi dieci mesi dello scorso anno, quando il servizio di raccolta era effettuato dalla Senesi, il dato era oscillato tra il 27 ed il 30%.

La situazione non è mutata nei primi mesi di quest’anno, con una percentuale media del 38,68% ed una tendenza che mostra una leggera ma costante crescita mensile, nella quale emerge il dato del secco indifferenziato che, da solo, rappresenta oltre il 60% della raccolta. Piuttosto limitato, invece, il volume di ingombranti ed elettrodomestici smaltiti tramite il servizio di raccolta, malgrado le varie iniziative svuotacantine volute dall’assessorato all’Ambiente nei mesi scorsi. L’andamento della raccolta differenziata negli ultimi anni presenta una curva preoccupante, dopo il picco massimo toccato nel 2017 con il 56%, nel 2018 è iniziato un andamento calante, anche in conseguenza di una estate terribile fatta di blocco degli impianti regionali ed incendi ai siti di stoccaggio, che ha riportato la percentuali di rifiuti differenziati correttamente smaltiti al 47%, ma è andata ancora peggio nel 2019 quando, senza problematiche legate al Covid, i volumi di raccolta sono scesi ulteriormente, toccando il 42,65%, praticamente lo stesso dato del 2012. Questa tendenza regressiva deve far riflettere e necessita di essere compresa, poichè le cause sono difficili da individuare e probabilmente molteplici, a fronte di oltre un decennio di sensibilizzazione ed educazione della popolazione alla corretta gestione dei rifiuti, frutto di un deterioramento della qualità del servizio di raccolta e di carenze del sistema regionale degli impianti di trattamento. E’ evidente che la buona volontà dei cittadini impatta contro il ritardo infrastrutturale che ancora sconta la regione Campania, né può considerarsi fenomeno legato esclusivamente alle scelte dell’assessorato all’ambiente del momento. Nella terribile estate del 2018, quando gli impianti di trattamento andavano misteriosamente in fiamme e buona parte della filiera regionale era bloccata, l’attuale assessore Elena Caterino invocava a gran voce la sfiducia all’allora assessore Marica De Angelis, accusandola del primo calo di percentuale di raccolta, eppure oggi, a quasi tre anni di distanza, con gli impianti regionali in sostanziale efficienza ed un passaggio di cantiere cittadino ormai operativo da mesi, non sembra ritenere sé stessa responsabile di un tracollo vertiginoso della differenziata. 


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