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Non avere gli occhi foderati di...provincialismo Antonio Santi

Veduta Aversa. Su F pagina Festival Cimarosa (da CD).jpegParlar onesto e' fondamentale. Ed allora, onestamente parlando, esiste, a mio modestissimo avviso, un grave difetto che caratterizza le popolazioni tra Aversa, Caserta e Napoli. Il difetto, che diventa evidentissimo se si accompagna al tifo calcistico, consiste nell'affermare convintamente che l'area geografica tra Aversa, Caserta e Napoli sarebbe, dal punto di vista dell'estetica, della disciplina, della funzionalita' amministrativa e di quant'altro, piu' o meno sullo stesso "piano" del resto dell'Italia.

E che chi afferma il contrario sarebbe contro il sud, ingiusto, approfittatore, addirittura filo sabaudo. Io credo che commettere l'errore grossolano di non mettere a fuoco esattamente lo stato di degrado dell'area tra Aversa, Caserta e Napoli sia un clamoroso autogol. Le affermazioni di cui sopra rivelano, difatti, accettazione, aquiescenza, rassegnazione, rabbia (quest'ultima a causa della consapevolezza che accettazione, acquiescenza e rassegnazione sono comunque una resa, una sconfitta). Qualcuno che "emigra" anche solo per qualche giorno da Tarquinia in su e poi torna a casa riesce, dinanzi all'evidenza, ad ammettere che forse in quei luoghi tutto funziona meglio, quanto meno tutto e' piu' "bello", in primis i centri storici. Io credo che non bisogna mai perdere l'esatta percezione della realta' locale e di fuori perche' soltanto cosi' accettazione, acquiescenza, rassegnazione non "vincono" e puo' restare una qualche Speranza di cambiamento. Certo, l'Italia e' un Paese comunque e dovunque sotto il livello della normalita', ma e' altrettanto certo che esiste una Italia migliore ed una Italia peggiore. E' nel potere degli Italiani migliorare, cambiare l'Italia. E' nel potere delle popolazioni in area Caserta, Napoli, Aversa migliorare, cambiare tale zona geografica. Ricordiamoci che quando il nostro stato interiore e' capace solo di lamentarsi e puntare il dito contro gli altri in segno di accusa riguardo al proprio "stato" allora vuol dire che ammettiamo, per facta, la resa, la sconfitta per incapacita' di alzare la testa. Di influire sull'esistente. Tutto quanto esposto non ha carattere "accusatorio" o filo sabaudo ma d'amore verso una realta' che non merita il degrado in cui si trova. Chi non lo capisce e' solo un provinciale di "testa". Grave "malattia" che non consente di crescere, di migliorare, di "vincere".

 

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