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ATTUALITÀ
Solidarietà e rispetto per Stefano Montone Salvatore de Chiara

 
Il direttore dell'Eco di Aversa, la proprietà e tutti i collaboratori, esprimono la propria solidarietà all'amico, collega e collaboratore Stefano Montone per i vili attacchi e le minacce di cui è stato vittima a seguito della pubblicazione dei suoi articoli sulla piaga dei parcheggiatori abusivi ad Aversa. Le microillegalità che affliggono la nostra città e rischiano talvolta di farla annegare in un mare di connivenze ed indifferenza devono essere denunciate e combattute con forza, come da anni fa con coraggio e determinazione il direttore de La Rampa Stefano Montone. Al suo lavoro ed al suo impegno quotidiano va la nostra ammirazione e l'auspicio che possa continuare a svolgere, con la medesima tenacia ed immutato spirito, la propria opera di informazione, malgrado questi indegni tentativi di contrastarlo. Le istituzioni, in primo luogo le forze dell'ordine, devono sostenere e difendere la voce della stampa libera che ogni giorno è in prima linea a raccontare, in questa terra di illegalità troppo spesso sorda e cieca, la realtà dei nostri territori. 

POESIA & LETTERATURA
Dove osano le quaglie.... Gennaro Nobile

Primo di una serie di racconti ispirati all'attualità dell'aversano Gennaro Nobile. 


Cielo sopra Bruxelles
16 Febbraio 2015 ore 09:30 
giornata ventosa Sole scialbo  


"Come in alto,così in basso", così recitava una massima di Trimegisto, per indicare come gli eventi e le cose nell'universo rispecchiassero sempre una duplicità. 
Noi oggi sappiamo attraverso la fisica quantistica, e quindi sperimentalmente, che ciò è vero e che anche dal basso, dei piccoli eventi, effettivamente possono incidere sul macrocosmo. Inoltre la teoria dell'unicità,ha dimostrato che siamo tutti interconnessi (vedi l'esperienza di Rosenberg.) su vari livelli di energia, e poiché noi siamo energia spirituale più o meno consapevole, ecco che si pone la questione che sicuramente c'è un legame non solo tra il mondo fisico del macro e del microcosmo ma anche tra il mondo visibile e quello invisibile,sede di altre energie spirituali; ed è ciò che si sta verificando in questi giorni tra il nostro mondo reale e quello invisibile, riguardo alla ribollente questione "Europea". Ma che c'entra tutto questo? Vediamo... 

Per via di una mancata unità politica dei paesi membri,superata in corsa dall'adozione intempestiva dell'euro,ci troviamo a vivere in coincidenza di speculazioni finanziarie che hanno generato una crisi senza precedenti,una situazione drammatica che non ci dà pace. E non trovano pace neanche delle anime illustri che dal mondo dell'invisibile, osservano quello che stiamo facendo noi europei, e che si lamentano senza sosta,quando poi per via dei fatti che accadono nel nostro mondo,non vengono addirittura quasi a singolar tenzone tra di loro. Ma perché,cotanta enfasi?
E' presto detto poiché questo è il caso successo tra Carlo Magno e Napoleone Bonaparte che passeggiando nel limbo della quarta dimensione,si trovano per puro caso a sedersi, presso i giardini pubblici, sulla stessa panchina.

Normalmente ognuno sta nel proprio spazio temporale ma la giornata primaverile ha spinto entrambi ad uscire dal proprio "condominio"se così si può dire,per cui nella zona franca del parco pubblico,si possono fare incontri al di là del proprio tempo. La fortuna o la sfortuna,ha voluto che entrambi,parlassero la stessa lingua anche se con stili un po' diversi, e mentre Carlo Magno,seduto, sfoglia una copia di "Le Monde", si avvicina Napoleone Bonaparte con sotto braccio una copia di "Le Figarò".
Napoleone:«Posso?» indicando la panchina. 
Carlo Magno:«Prego accomodatevi.» 
Napoleone :«Ah! Finalmente una giornata di sole, le mie ossa cominciavano a risentirne.» 
Carlo Magno:«Già, però dopo la ritirata di Russia,pensavo che vi foste ormai abituato al "generale inverno"»dice sogghignando. 
Napoleone:«Come, mi avete riconosciuto?» Carlo:«Certo e chi altro cammina con il cappello di traverso, una mano sullo stomaco ed un'altra dietro la schiena,sempre pensoso ed irascibile senza stare un momento fermo?» 
Napoleone:«E' vero,penso sempre che me ne sono andato troppo presto...»
Carlo:«Lo penso anch'io.» 
Napoleone:«Davvero?»
Carlo:«Sicuro, ma la colpa è vostra!» Napoleone:«Ah, sì e perchè?» 
Carlo:«Non avete letto il giornale stamattina? Marine Le Pen, riscuote sempre più consensi dal popolo, nei confronti di Hollande che non ha mantenuto le promesse fatte,forse distratto anche da altri impegni "personali"poco politici. La candidata della destra nazionale francese propone di uscire dall'Europa e dall'euro, lo stesso in Italia vale per la Lega, l'Europa traballa, non ha coesione, unità d'intenti, ognuno se ne va per conto suo;hanno messo in circolazione una moneta senza allineare prima le economie e senza soprattutto fondare politicamente prima una confederazione,una cosa incredibile per i nostri vecchi tempi,battere tra l'altro moneta per di più cartacea; le nostre monete valevano tanto oro ed argento quanto pesavano. Sono cose da pazzi!» 
Napoleone:«Si, ma che c'entro io in tutto questo?»
Carlo:«C'entrate..c'entrate..»poi spazientito,cambiando improvvisamente idioma, per essere più incisivo, e qui notiamo come il nostro dialetto napoletano sia in realtà una lingua internazionale ovunque conosciuta,non solo in basso dal popolo ma anche in alto nelle sfere celesti :«Aaaa...Piccerì,»probabilmente riferendosi alla sua statura ma anche alla sua giovane età,rispetto a quella di lui,«ma comm, je me faccio 'o mazz tant per scacciare gli Arabi dalla Spagna,mi ergo a difensore della cristianità,istituisco con i miei paladini l'ordine feudale conferendo onori e cariche,fondo l'ordine cavalleresco,l'amor cortese,divulgo l'istruzione e fondo il Sacro Romano Impero e voi mandate tutto all'aria per la vostra ingordigia di potere in quattro e quattr'otto commettendo due errori fatali; e sì mio caro imperatore...» 
Napoleone,ormai inviperito:«e cioè?» Carlo:«La campagna di Russia con migliaia di morti fra la famosa "Grand Armee"e quella d'Egitto con l'annientamento della flotta francese ad Abukir.» 
Napoleone:«Ma sono stati gli eventi della storia che mi hanno trascinato...» Carlo:«Ma quali eventi siete stato voi a rompere il "sasiccio",come si dice a Napoli alla Russia ed all'Egitto,per la vostra voglia di espansione!»
Napoleone:«E quindi?» 
Carlo:«Quindi bastava che foste rimasto nei vostri confini che coincidevano quasi con i miei che vi ho lasciato,che a questo punto consolidato quello che era stato costruito,non avremmo avuto tutte queste difficoltà per costruire una Europa unita.» 
Napoleone:«Ma dopo di voi si sono avute tante vicissitudini,l'impero si era ormai sfaldato...» 
Carlo:«Si ma poi con Luigi XIV, le cose sono andate un poco meglio per la Francia ed anche con la vostra venuta veramente,fino a quando però la mania di grandezza non vi ha pervaso.» 
Napoleone:«Se non altro però io ho lasciato anche delle conquiste civili per l'umanità e cioè il codice napoleonico,la riforma dei cimiteri,la confisca dei beni alla Chiesa,la riorganizzazione dell'esercito.»
arlo:«Qualche furtarello in giro per l'Italia che ha preso la strada per il Louvre ...» 
Napoleone:«Gli aiuti alla repubblica partenopea...» 
Carlo:«Appunto! Bastava che stavate sulla scena ancora almeno cinque anni che l'Italia meridionale non avrebbe avuto questo pauroso arretramento politico sociale ed economico poiché menti insigni come Domenico Cirillo,Eleonora Pimentel Fonseca, Mario Pagano,Domenico Cimarosa erano già al lavoro dal 1799; essi avevano bisogno solo di un po' di protezione contro il re Ferdinando ed i sanfedisti, ed invece tutto è precipitato nel baratro quando l'ossatura per un Europa stabile ed un sud Italia civile era stato costituito.» 
Napoleone:«Ormai è fatta,ma cosa stanno facendo quei due,chi sono?»
Carlo:«Quei due sono Ruggero II, il normanno, e Ferdinando I, il re lazzarone,e stanno facendo pressappoco lo stesso nostro discorso poiché la situazione storica dell'Italia meridionale nasce con RuggeroII che unifica i territori del sud accorpando in una "macro-regione" come si dice oggi,dalle parti della repubblica del pisello,Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania fissando la capitale a Palermo e costituendo così un regno saggiamente amministrato che era il più fiorente in Italia con possedimenti anche nell'Africa del nord sotto forma di protettorato. Anche lì,l'ossatura del futuro regno delle due Sicilie era costituita, fino a quando il tutto non passa nelle mani del re lazzarone che ne combina di tutti i colori e che per la sua ottusità, non tiene conto degli eventi innovativi della rivoluzione francese e segue l'avidità di Maria Carolina,timorosa solo di fare la fine di Maria Antonietta;ah! Se avessero concesso la costituzione, quanto sangue si sarebbe risparmiato e quanto progresso si sarebbe salvato senza finire nelle fauci dei Savoia che con la scusa dell'unità d'Italia hanno depredato e deportato il Sud.» 
Napoleone:«Troppo semplice,in un caso o nell'altro ci sono stati numerosi passaggi storici intermedi che hanno creato discontinuità..» 
Carlo:«E' vero,ma in un caso o nell'altro,l'idea principale era giusta e a chi è toccato venire dopo,non mancavano certo i mezzi per conseguirla, e farla mantenere dopo,cosicché si è fatto un passo avanti e tre indietro ed oggi ci troviamo con una Europa senza consistenza politica alle spalle ed un meridione d'Italia arretrato; questo è il frutto del tentativo che possono solo fare delle quaglie che non sanno osare come le aquile imperiali del passato e tanto meno quelle del presente,come quella americana,che è solo un piccione dalla testa bianca più ingordo di tutti avendo generato lui, saggiamente,per primo la bolla finanziaria.» E ancora continuando: «E non è finita qui'!» 
Napoleone:«Che intendete dire?» 
Carlo:« La sentite questa voce?» Era mezzogiorno e la voce del "muezzin" come giù sulla Terra anche in cielo ora si levava alta con la sua cantilena invitando le anime dei fedeli alla preghiera. Per una questione di "par condicio" almeno in paradiso,la mattina presto era riservata ai buddhisti che recitavano il Gayatri mantra e la sera ai cristiani che cantavano i canti gregoriani. Ma purtroppo allo stato di fatto nonostante l'impegno delle tre più grandi religioni monoteiste,le cose sulla terra non sembravano andare bene. Carlo continua:«Non ci dimentichiamo fra l'altro che l'Islam ora è in particolare fermento e che tutto il continente nero è una caldaia in pressione che sta travolgendo l'Europa con i flussi migratori incontrollati la quale Europa grazie al colonialismo più spietato ha creato le condizioni di povertà più estreme; a Napoli si dice che :«Chest song carruzzell 'e ritorn.»
Napoleone:«E quindi cosa proponete per risolvere questa situazione così estesa e complessa?» 
Carlo:« Di portare in loco non carri armati ma viveri,medicinali, costruire ospedali da campo, scuole, effettuare opere d'infrastrutture, generare insomma ricchezza locale in modo da dissuadere i flussi migratori verso l'Europa, e questo a cascata su tutto il continente africano.» 
Napoleone:«Ma questo avrebbe un costo enorme! Chi paga?» 
Carlo:« Gli stessi paesi beneficiati con dilazione di prestiti e concessioni di vario tipo.» 
«Oggi non è più il tempo delle baionette ma quello delle transazioni politico-commerciali, se vogliamo fare un salto di qualità della vita sul nostro pianeta!!»



ATTUALITÀ
Respirare pulito nei giorni di freddo Tiziana D'Aniello*

fuoco-1.jpgSecondo le tradizioni popolari, gli ultimi tre giorni di gennaio sono i più freddi di tutto l'anno. Questi sono comunemente i "giorni della merla" e cadono il 29, 30 e 31 gennaio (secondo alcuni si tratterebbe invece delle giornate dal 30 gennaio al 1 febbraio), giorni nei quali, attraverso dei segni, è possibile capire quale sarà il clima dell'intero anno. Si dice infatti che, se questi giorni sono freddi, la primavera sarà mite e bella, mentre, se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo. 

Questo periodo di freddo induce i cittadini a produrre calore con tutto quanto è disponibile, ma spesso, indipendentemente dalle apparecchiature, il combustibile è tossico. L'uso del proprio riscaldamento a legna come un "inceneritore domestico" per bruciare residui di ogni genere è una vecchia consuetudine. Può sembrare una soluzione facile, comoda e veloce ma chi elimina i rifiuti in questo modo nuoce all'ambiente, agli altri e a sé stesso. Il deposito e la combustione di rifiuti nelle stufe a legna o nei camini provoca l'emissione di sostanze nocive nell'aria, che agiscono soprattutto nelle immediate vicinanze, senza contare che i residui della combustione di rifiuti danneggiano anche la stufa stessa. Non bisogna mai usare una stufa come inceneritore: residui alimentari, giornali patinati, legni verniciati o trattati in qualunque modo, plastica o altre sostanze sintetiche non devono mai essere gettati nel fuoco di qualunque tipo di stufa o camino. Chi brucia altri materiali mette a dura prova la propria stufa, i propri polmoni, l'intonaco della stanza e la pazienza dei vicini. Infatti la mancanza di aerazione forzata e di un sistema di filtraggio, le basse temperature di combustione fanno sì che nelle nostre stufe si formino gas particolarmente nocivi. È soprattutto una questione di salute: molti rifiuti, quali legno, carta, materiali sintetici o materiali composti, contengono metalli pesanti (cadmio, piombo, zinco, rame, cromo, ecc.) e alogeni (cloro, fluoro). La combustione non appropriata fa si che queste sostanze si liberino nell'aria, producendo nel contempo altri derivati nocivi come ossidi d'azoto, acidi cloridrici, idrocarburi, diossine e furani. Il danno causato a tutti gli esseri viventi è rilevante. Gli effetti sulla salute sono molteplici, dalle affezioni respiratorie all'incremento del rischio di ammalarsi di cancro. 

I rifiuti di qualunque tipo non possono essere bruciati né all'aperto né in stufe domestiche o in caminetti, in particolare: 
• Carta, cartoni (che sono riciclabili). E' opportuno utilizzare la carta solo nella misura necessaria per l'accensione. Per lo smaltimento di carta e cartoni si raccomanda perciò la raccolta differenziata. •
 Imballaggi, cartoni del latte e simili (es. Tetra Pak) 
• Scarti di legno da falegnamerie, carpenterie e fabbriche di mobili
 Legno usato ricavato da demolizioni, risanamenti e rinnovamenti di edifici (mobili, finestre, porte, pavimenti) come pure legno di imballaggi (casse, palette...) 
• Imballaggi in plastica (bottiglie e contenitori) Quindi per far funzionare bene la nostra stufa o il nostro camino bisogna: 
• Avere una stufa adatta alla combustione del legno; 
• Utilizzare legna secca e non trattata; 
• Bruciare pezzi di legno di grandezza adeguata; 
• Assicurare che il tiraggio sia sufficiente. 
• Bruciare esclusivamente legna allo stato naturale (cioè non trattata, non verniciata e ben asciutta) e stagionata da almeno due anni. 
• Pellets e trucioli solo negli appositi impianti. I segnali di una buona combustione sono i seguenti: fumo quasi invisibile, nessun odore, cenere grigio chiaro o bianca, poca fuliggine nei camini, fiamme blu o rosso chiaro. 

Uno smaltimento corretto dei rifiuti riduce in modo rilevante l'emissione di sostanze nocive nell'atmosfera. Le analisi dimostrano che la combustione di rifiuti in caminetti o in stufe a legna libera nell'aria una quantità di diossina 1000 volte superiore rispetto a quanto avverrebbe negli impianti di incenerimento dei rifiuti. Inoltre solo questo tipo di impianti è dotato dei filtri prescritti dalla legge. Tutti gli altri tipi di rifiuti vanno eliminati unicamente attraverso la raccolta differenziata, in modo da garantire uno smaltimento rispettoso della salute e dell'ambiente. Piccole attenzioni portano grandi risultati a noi ed alla nostra salute!

*Assessore all'Ambiente Comune di Aversa
 

ATTUALITÀ
Accettazione, acquiescenza per facta... Antonio Santi

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Scorro i titoli dei giornali e leggo continuamente della verificazione di situazioni incredibili, assurde, inaccettabili, non scusabili. Ad esempio: "Niente riscaldamento al liceo Righi /_ di Roma _/ e per l'acqua arriva l'autobotte: genitori e studenti in rivolta" (ilmessaggero.it, 16.01,17); "Riscaldamenti nelle scuole, Russo:
«Da uffici Città metropolitana /_ - Napoli - _/ nessuno ha risolto il problema» / Il sindaco di Pomigliano: «Nelle aule c'è una temperatura polare»" (corriere.it odierno); "Ad aprile scorso il Presidente della Regione /_ Campania _/ annunciò il miracolo del Cardarelli /_ - Ospedale di Napoli - _/". Ora consta che: "Barelle, l'emergenza è cronica / Pronto soccorso sempre in tilt" (Cronache di Caserta del 15 gennaio 2017, pag.8).

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PROGETTO "AVERSA DIVERSA: 1° CULTURA, 2° TURISMO"
Nemmeno Guercino serve... Antonio Santi

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La recente scoperta di un Guercino ad Aversa non mi sembra (spero, sinceramente, di sbagliare) che abbia  aumentato la stima degli aversani nei riguardi della Città. Né provocato, da parte del governo locale, una chiamata alle armi intorno al patrimonio culturale cittadino. Né originato un desiderio di collaborazione tra le associazioni notoriamente animate da un egoistico e sterile protagonismo.

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PITTURA & FOTOGRAFIA
Alfredo Cordova in mostra a Palazzo Parente, Aversa

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| PALAZZO PARENTE, AVERSA |
| ALFREDO CORDOVA 
Opere 02 - 12 / MIO MEDITERRANEO
Mostra di pittura contemporanea ** |
| Si visita previo appuntamento 335 622 05 73 |
| Organizzano:
CENTRO UNESCO CASERTA
e ASSOCIAZIONE GAETANO PARENTE |

** L'Autore espone insieme ad Alessandro Ciambrone

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EDITORIA
Il racconto della guerra oltre la notizia Giovanni Sciullo

guerraNotizia.jpgIl 15 gennaio, alle ore 18.00, sarà presentato a Palazzo Parente ad Aversa il libro "La Guerra oltre la notizia" di Ilaria Menale. Il libro presenta note sul giornalismo di guerra partendo dalle storie di due famosi reporter come Franco Di Mare e Toni Capuozzo, che si sono raccontati all'autrice ponendo in primo piano le loro emozioni di uomini prima ancora che la loro esperienza di giornalisti. Il testo va a condurre il lettore oltre i luoghi comuni sulla guerra raccontata dalla stampa, ponendo l'accento sul lavoro del giornalista e sulle esperienze condotti in condizioni estreme, sempre per amore di verità. Il libro, la cui prefazione è stata scritta dallo stesso Franco Di Mare, ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio. Alla presentazione di domenica 15 gennaio, organizzata dal Serra Club Aversa e dalla professoressa Maria Luisa Coppola in collaborazione con l'Eco di Aversa e l'Associazione "Gaetano Parente", interverranno l'autrice Ilaria Menale, scrittrice e giornalista, ed il giornalista Gino Di Mare.

ATTUALITÀ
L'addio ad Antimo Castaldo

antimo-castaldo-e1443206120689.jpgCon queste parole i familiari di Antimo Castaldo intendono rivolgersi a tutte le persone che sono state e saranno a loro vicine in questi giorni di immenso dolore.

"Per noi familiari di Antimo le ore che hanno seguito la notizia della sua morte sono state come un lungo incubo. Siamo stati sballottati tra obitorio, tribunale, comune, pompe funebri, senza avere la possibilità di raccoglierci nel nostro dolore. Abbiamo toccato con mano affetto e solidarietà ma anche l'indifferenza e la velata ostilità di chi, di fronte alla morte, non è riuscito a superare cose che rientrano nella dialettica professionale, che qualche volta può assumere toni anche aspri. Antimo era cattolico e credeva nella resurrezione dei corpi dopo la morte ed ha maturato la sua scelta della cremazione dopo essersi assicurato che non fosse contro il magistero della Chiesa. Era convito che nella morte bisognasse dimostrare estrema sobrietà, senza inutili sfarzi. Egli era anche convinto che la morte, 'a livella', ci rendesse tutti uguali e che non si dovesse occupare spazio nei cimiteri con cappelle gentilizie o cose del genere. Per questo abbiamo profuso tutto il nostro impegno affinché la sua scelta, la sua non la nostra, fosse rispettata. La disponibilità del suo corpo è stata concessa a noi familiari nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 gennaio. Purtroppo, accertato che la morte fosse avvenuta per cause naturali, il magistrato aveva dato il suo consenso alla sepoltura senza aver previsto la possibilità della cremazione. Per questo, a due ore e mezza dal funerale, moglie e figlio erano in tribunale per attestare questa volontà. L'ultima operazione di cremazione dell'impianto di Pontecagnano viene eseguita alle ore 19.00. Per non fare tardi ed evitare di posticipare ulteriormente la cremazione, dal momento che venerdì, giorno dell'Epifania, non sarebbe stato possibile, abbiamo dovuto sottrarci ai saluti di familiari, amici e conoscenti. Ci rammarichiamo e chiediamo scusa a tutti ma noi per primi siamo stati vittime di questa spiacevole serie di eventi".

DIRITTO & FISCO
Palazzo Parente: il notaio Gennaro Fiordiliso tiene un corso per l'esame di Notaio

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LUOGO

Aversa (CE), Via Gaetano Parente n.2, Palazzo Parente, cap 81031

 

PERIODO

Gennaio 2017 (data da definire) |  novembre 2017.

Ogni Martedì mattina dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

 

VIDEOCONFERENZA

Il corso potrà essere seguito anche in videoconferenza via Skype. e si terrà

 

IDEAZIONE, ORGANIZZAZIONE, REALIZZAZIONE

Notaio Gennaro Fiordiliso

 


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ASSOCIAZIONE GAETANO PARENTE - BACHECA
Il Caffè di Legenda Letteraria Anna Dello Margio

È stato un inverno ricco di incontri al Salotto del Festival Cimarosa a Palazzo Parente, i giovani di Legenda Letteraria hanno animato una serie di appuntamenti con lettura di testi letterari. C'è chi dice che i classici sono molto impegnativi e noiosi. Eppure bisogna ricredersi, dopo aver letto "Reparto numero 6", letto nel mese di novembre, uno dei famosi racconti di Cechov, scrittore russo dallo stile semplice e sobrio, sempre di grande attualità. E' un racconto breve, di solo un centinaio di pagine, che però possono bastare ad interrogare il lettore. Una voce scuote la mente e le nostre coscienze e fa sorgere in noi, nei rapporti quotidiani con gli altri, forti interrogativi. È la linea sottile che divide i sani di mente dai malati, e che mostra come siano difficili da comprendere i valori per cui una società consideri una persona folle, da non comprendere che è soltanto un essere umano che non vuole lasciare desideri incompiuti. 

E' un resoconto delle condizioni manicomiali in cui il tema dominante è quello del limite fra pazzia e normalità. La denuncia di Cechov è contro l'ignoranza, in un degradato padiglione psichiatrico di un ospedale civile della Russia dove sono rinchiuse persone, trattate in un modo disumano. L'incontro fra Andrei Efimyic, psichiatra, con sani principi morali, ma privo di vocazione medica, con il folle Ivan Dmitric, giovane ragazzo pieno di alti valori, ma rinchiuso per la sua forte dedizione al senso civico, alla giustizia e all'onestà, nello scontrarsi con le brutture del mondo e la sofferenza, di cui è stato coinvolto, cambierà solo allora la vita del medico, per aver incontrato solo per caso il mondo della follia. 

È bastata invece una tazza di caffè martedì 20 dicembre, a palazzo Parente in compagnia di Charles Dickens, ci siamo catapultati in un'atmosfera evocativa, in una nuova realtà, fatta di veri valori che non dovremo mai perdere di vista: l'amore, l'amicizia e la solidarietà. È questo il messaggio che lanciano l' instancabile associazione Gaetano Parente in collaborazione con i ragazzi del blog Legenda Letteraria che continuano la loro missione attraverso la lettura di stralci di opere letterarie, stavolta con un classico libro natalizio che non conosce tempo come "Canto di Natale" sempre di grande attualità, suscitando emozioni e sentimenti, con la presenza di un folto pubblico. L'uomo per poter cambiare ha bisogno di essere sorpreso da qualcosa di veramente forte, è questo che capita a Scrooge, il protagonista del celeberrimo romanzo di Charles Dickens, un uomo anziano, avaro ed egoista che diventa buono e altruista proprio nel giorno di Natale, riceve la visita di tre fantasmi: lo spirito del Natale presente, lo spirito del Natale passato e lo spirito del Natale futuro. 

Scrooge è testardo non vuole cambiare, è attaccato ai soldi e agli affari e perciò legato dalle sue catene, vive nella sua ombra, ma con l' arrivo dei fantasmi, qualcosa cambia. La sua coscienza, viene scossa dai fantasmi che lo portano per mano ripercorrendo la sua esistenza attraverso il suo presente e gli mostrano ciò che accadrà in futuro, prende coscienza di tutto ciò e si pente cercando in tutti i modi di rimediare. Può, oggi l'uomo liberarsi dagli errori del passato, c'è ancora una speranza? Dickens, ci insegna un qualcosa di veramente prezioso: la rinascita morale dell'individuo attraverso questo bellissimo racconto, che con la sua note dolente denuncia le diseguaglianza sociale, che esistono purtroppo ancora tutt'oggi. Meraviglia , e magia del Natale si fondano per dare vita ad un miracolo. È il Natale del cambiamento a dare inizio alla trasformazione di un cammino di una profonda riflessione di come l' egoismo non prenda il sopravvento sull'amore. E' un Natale di condivisione , capace di scuoterci, di non lasciarci indifferenti, un cammino di speranza che si apre come è accaduto a Scrooge.


EDITORIALE
Ricordarsi di ciò che viene Raffaele Pezzullo

"E importante ricordarsi di ciò che viene" - dicevano i Padri del Deserto. In questo paradosso esistenziale,nella dimensione temporale che ci coinvolge, cogliamo il fluire del tempo,tra passato,presente e futuro;tra ciò che era ciò che siamo e ciò che saremo,avvolti dal senso dell'"inattuale", ma sempre in attesa dell'evento"; di ciò che accade o potrebbe accadere o accaderci, dal passato remoto o recente. Viviamo dunque, il tempo, come momento "divenire", del "fieri". La tendenza "teoretica" della filosofia e della fenomenologia,non esclude il rapporto con la realtà del mondo in cui l'esistenza si realizza, talvolta in maniera anche problematica, oggetto di indagine psicologica e psicanalitica, senza mai prescindere dal carattere di trascendenza che ne sublima consapevolmente o meno, la pianificazione progettuale e quindi il proiettarsi verso un futuro di realizzazione personale in cui fare esperienza di libertà, proprio attraverso quell'essere proiettato nel mondo, come dice Sartre. 

Attraverso questo processo,l'esistenza perviene alla propria autenticità: l'uomo che realizza se stesso ne raggiungimento della propria attuazione personale, individuale e anche relazionale col mondo e con gli altri. E' il senso dell'essere che si esplica si dipana. Sono in gioco, i meccanismi della comunicazione in cui la parola acquista e rivendica tutta la sua reale e potenziale valenza come strumento e veicolo di libertà e liberazione in senso terapeutico, anche dai "lacci" del vivere nella quotidianità, puntualizzato dall'angoscia, sintomatica del secolo scorso e che ancora tocca questi nostri giorni; un Novecento su cui si addensavano problemi non risolti dal secolo precedente e che con il sorgere della psicanalisi, sottolineava il disancoraggio dell'uomo dalle vecchie certezze con condizioni di instabilità e insicurezze,di cui sono voce Kafka, Proust, Sartre, Moravia. Un angoscia che induce la paura del nulla per una vita senza prospettive e quindi senza futuro,con la morte unica alternativa che si intraveda all'orizzonte cui ci si prepara, come dice Platone e come scrive Dante,attraversando il breve itinerario della vita e magari, esorcizzandone l'effetto, rifugiandosi nella religione, guadagnando una più intensa apertura ad un nuova vita, come ancora afferma Platone. 

La morte chiude inesorabilmente la "storicità" dell'esistenza iniziata con la nascita e sviluppatasi e resa autentica dalla progettualità che l'individuo realizza operando scelte autonome e libere, dettate da una visione "economica" del vivere siglato dall'enigma "morte", esperienza che come il dolore, veramente ci appartiene, al termine del nostro vagabondare attraverso i mille modi in cui l'estrinsecarsi del nostro essere si manifesta,sempre alla ricerca della verità;la verità che non può mai essere raggiunta nella sua assolutezza oggettiva, ma solo avvicinata attraverso un processo "euristico" teso a definire "ciò che non è nascosto". 

Una verità,ancora che è alla ricerca di un nuovo umanesimo utilizzando un nuovo linguaggio come "casa dell'essere", per dirla con Heidegger, capace anche di dar voce all'"ascolto" e come involucro che avvolge l'uomo nel suo tendersi illuminante verso il divino e l'assoluto che salva e che si esprime attraverso la poesia in cui l'essere si libra nelle forme più eccelse della parola e l'arte, che come conoscenza, ci lega alla verità così come erano congiunte nel mondo antico e che dà forma, nella riflessione estetica, alla tensione dell'uomo verso la bellezza: l'una e l'altra penetrate dall'investigazione critico-ermeneutica che fa emergere il non-detto e il non-rappresentato.  

CULTURA & STORIA
La scuola violoncellistica di Ciandelli Salvatore de Chiara

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È stato recentemente pubblicato per i tipi della Libreria Musicale Italiana un nuovo importante saggio di Enrica Donisi dal titolo "La scuola violoncellistica di Gaetano Ciandelli". La studiosa, musicologa e storica della musica, che già in passato, con le sue ricerche sulle Scuole Musicale dell'Istituto San Lorenzo e sulle Bande Musicali Militari, ha messo in luce l'importante ruolo di Aversa nello sviluppo della musica moderna, riscopre in questo nuovo libro la storia della scuola violoncellistica che prese le mosse, nel XIX secolo, da Gaetano Ciandelli. 

Nato a Napoli nel 1801, Ciandelli è stato un illustre violoncellista a lungo sottovalutato, fu allievo di Niccolò Paganini che lo additò finanche quale alter-ego di sé stesso. Virtuoso incontrastato, si dedicò prevalentemente all'insegnamento, sia presso il Conservatorio San Pietro a Maiella sia presso l'Orfanotrofio San Lorenzo, ove fu a lungo docente, ma soprattutto come precettore privato trasmettendo la sua arte ad una numerosa progenie di allievi che diffusero le sue innovazioni in tutto il mondo. Ciandelli operò una profonda innovazione della tecnica e della didattica, una vera rivoluzione per i suoi tempi, dando origine alla scuola che ora, grazie all'opera della Donisi che attinge fonti inedite e presenta nuove letture dei dati conosciuti, gli viene giustamente attribuita. Sui principali allievi furono Domenico Laboccetta, Carlo Mercadante e Gennaro Giarritiello, che ebbe a sua volta come allievo Giuseppe Magrini da cui si sviluppò la scuola violoncellistica milanese che ebbe tra gli epigoni Luigi Broglio, iniziatore della scuola violoncellistica a Padova, Ferruccio Carlo Alberti e Mario Pezzotta. A Roma fu Ciandelli medesimo a formare una scuola di violoncellisti applicando il suo metodo, che continuerà a svilupparsi fiorente fino alla prima metà del '900. Per gemmazione si sviluppò poi una attiva scuola ciandelliana in sud America, in particolare in Cile con l'opera di Luigi Giarda e poi in Argentina. Anche la musica per clarinetto si giovò dell'opera di Ciandelli, il cui ruolo didattico risultò propedeutico per i giovani strumentisti a fiato o per gli studenti di composizione e contrappunto. 

Ad Aversa furono numerosi gli studenti di Ciandelli, da Pasquale Lozzi, che dopo essere stato allievo del San Lorenzo vi divenne professore di contrappunto, a Generoso Risi, clarinettista che fu direttore di banda a Londra. Al San Lorenzo di Aversa si sviluppò grazie alle innovazioni del Ciandelli anche una valente arte di accordatori e costruttori di strumenti, assecondata da docenti illuminati dell'orfanotrofio come Ferdinando Pinto. L'opera di Enrica Donisi è dunque una novità assoluta, un lavoro rigoroso e completo che getta una luce del tutto inedita su un argomento di grande interesse per la storia della musica. Proprio in virtù dell'importante apporto scientifico, la pubblicazione ha ricevuto il patrocinio dell'Ambasciata del Cile in Italia, del Dipartimento di Architettura della Seconda Università di Napoli e del Teatro San Carlo di Napoli.

EDITORIALE
La riforma non funziona Salvatore de Chiara

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Così per come è stata concepita e per come è scritta la riforma del Titolo V della Costituzione non è idonea a raggiungere gli obbiettivi di semplificazione del sistema che si erano prefissati i suoi promotori. Anzi, è molto concreto il rischio che le nuove norme finiranno per rallentare il processo legislativo-decisionale e renderlo meno efficiente. La riforma è timida, da vita ad un sistema ibrido che dimostra come in realtà non vi sia la volontà di affrontare seriamente il tema delle riforme. In primo luogo non si è intervenuto sul ruolo del Presidente del Consiglio, che rimane invariato, ed è questa l'unica anomalia del sistema italiano, non tanto il bicameralismo perfetto, quanto lo stato di minorità in cui è tenuto il capo del governo rispetto al parlamento. 

Ormai, dopo settant'anni di democrazia consolidata i tempi sono maturi per passare dalla democrazia parlamentare ad un premierato eletto direttamente dai cittadini. Ma di tutto questo nella nuova costituzione non v'è traccia, nemmeno della abolizione netta del Senato, che forse avrebbe avuto un senso, ma piuttosto viene tenuto in vita artificialmente assegnandogli compi marginali. Non si capisce poi il perché i Senatori dovrebbero essere eletti con un meccanismo di secondo livello, salvo promesse dell'ultim'ora di sistemi cervellotici di elezione diretta, e soprattutto non è chiara quale reale utilità abbia l'affidare complessi compiti a sindaci e consiglieri regionali già oberati dai doveri del mandato elettorale originario. Si produrrebbe inoltre un meccanismo di "porte girevoli", in base al quale, essendo il mandato dei Senatori legato alla durata del mandato da amministratore locale, ci ritroveremmo in media ogni due anni a rinnovare un terzo dei membri della nuova camera alta, poiché Consigli Regionali e Comuni tengono le elezioni per il loro rinnovo in momenti diversi ed in date diverse da regione a regione. Come si potrebbe con questa composizione affrontare un percorso continuativo dei compiti assegnati? La assegnazione delle sfere di competenza alle due Camere è altrettanto approssimativa con la possibilità, praticamente certa, di continui conflitti di attribuzione, in una cornice che, se a chiacchiere vuol ridurre i passaggi da un ramo all'altro, in effetti crea almeno sei diversi subprocedimenti appesantendo l'iter di formazione delle leggi. 

Qualcuno sostiene che il modello sia di ispirazione tedesca senza tener conto che nel sistema tedesco, in caso di conflitto tra le due camere del parlamento, è prevista l'attivazione di una Commissione di Mediazione intercamerale che ha le funzioni di produrre una soluzione legislativa di compromesso. Quest'organo non è previsto nella riforma Renzi-Boschi ed il risultato sarà un abnorme ricorso alla Corte Costituzionale per dirimere i conflitti di attribuzione che, considerando come sono mal delineate le competenze, saranno numerosi. Se l'obiettivo era poi diminuzione dei costi del Senato sarebbe stato possibile intervenire sui rimborsi parlamentari con legge ordinaria, analogamente, è apprezzabile il contingentamento dei tempi per l'esame delle proposte di legge da parte delle Camere introdotto dalla riforma, ma per realizzarlo non c'era certo bisogno di stravolgere mezza Costituzione. 

Dal nuovo testo escono massacrate le Regioni che si ritrovano private di molte delle competenze prima assegnate loro, e questo potrebbe sembrare un intervento necessario, ma al contempo si introducono norme che, di fatto, commissariano le scelte regionali da parte del governo centrale senza fissare chiaramente i limiti di attribuzioni e competenze. Ed è un controsenso che nel momento in cui si vorrebbero valorizzare le autonomie locali dotandole di una Camera che le rappresenti, si sottraggano competenze alle Regioni e si sopprimano contestualmente le Province. L'esigenza di sopprimere il CNEL era avvertita da parecchio ma i suoi costi, attualmente, non giustificano trionfalismi sui risparmi, sono infatti in carica appena un terzo dei suoi membri, ormai senza indennità e rimborsi, mentre i suoi dipendenti saranno tutti riassorbiti dalla Corte dei Conti. Al di là degli intenti propagandistici e del significato più largamente politico che la riforma rappresenta, le finalità di ammodernamento del sistema politico, di snellimento delle procedure e di risparmio sono tutte disattese.

ASSOCIAZIONE GAETANO PARENTE - BACHECA
Al via il 24 novembre il Caffè Letterario di Palazzo Parente Anna Dello Margio

Se è vero che il caffè è una scusa non c'è scusa migliore per invitare un amico a leggere un buon libro. A questo hanno pensato gli autori di Legenda Letteraria, il blog dal quale si è sviluppata l'associazione nata per iniziativa di un gruppo di giovani volontari appassionati di lettura, in primo luogo Fedele Menale e Martino Santillo che, in strettissima collaborazione con l'associazione Gaetano Parente e l'associazione il Giardino degli Aranci, daranno vita al "Caffè Letterario" della nuova stagione del Salotto del Festival Cimarosa Il primo appuntamento del "Caffè letterario" è inserito nel ricco programma del Festival Cimarosa e degli eventi natalizi di Palazzo Parente, si svolgerà nella serata di giovedì 24 novembre dalle ore 19:00 con l'evento "Parliamo di Anton Cechov" . 

L'iniziativa si prefigge di sensibilizzare i cittadini aversani, e non solo, all'amore per la lettura e per l'approfondimento letterario e culturale. "Il caffè letterario", nasce soprattutto dalla voglia di stare insieme e di condividere, creando un punto di incontro in cui le attività culturali convivono, intersecandosi attraverso la fattiva collaborazione dei partner, affinchè possano offrirsi contenuti di alto spessore culturale e soprattutto momenti di riflessione. Si può in tal modo innestare un percorso in cui l'arte e la comunicazione siano il fiore all'occhiello. 

CULTURA & STORIA
Successo per la presentazione di PerdonaTe

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Ha fatto registrare una grande partecipazione di pubblico l'incontro dello scorso 17 novembre a Palazzo Parente, ad Aversa, sul tema del perdono, incentrato a partire dal libro PerdonaTe di Domenico Delle Curti.  L'evento è stato promosso dalla psicoterapeuta Teresa Gordon in collaborazione con l'Associazione "Gaetano Parente" ed ha aperto ufficialmente gli appuntamenti del Salotto del Festival Cimarosa, lo spazio per l'arte, la letteratura e l'attualità che tradizionalmente accompagna la rassegna musicale dedicata al grande compositore aversano.  La presentazione si è svolta con un incontro-dibattito, moderato dal direttore de L'Eco di Aversa Salvatore de Chiara, nel quale il tema il perdono è stato presentato come lungo processo di comprensione per raggiungere la serenità attraverso la liberazione dal dolore. 

Il testo di Delle Curti racconta la storia, in parte ispirata a fatti reali, di una donna abusata che riesce a scorgere ed a considerare la sofferenza del proprio aggressore, il quale, nel lungo periodo carcerario cui è sottoposto, farà emergere i lati profondi della propria personalità. Sono intervenuti, oltre a Domenico Delle Curti, Teresa Gordon, presidente dell'associazione Coming-out Parliamone e membro dell'Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, lo psicoterapeuta Pino Tartaglia, l'avvocato Raffaele Delle Curti presidente dell'associazione URBE ed il magistrato Nicola Graziano. A far gli onori di casa l'avvocato Antonio Santi, presidente dell'Associazione "G. Parente" ed animatore degli eventi culturale di Palazzo Parente. 

In particolare, nel suo intervento, Teresa Gordon ha auspicato: "La riscoperta dei valori reali, di una realtà fatta di profumi e sapori che la virtualizzazione dell'esistenza sta facendo scomparire", Pino Tartaglia, inoltre, ha evidenziato come: "Perdonare non è tanto o solo perdonare un altro ma fondamentalmente "perdonare se stessi". Per arrivare al perdono a mio avviso occorre attraversare la rabbia che ci si porta dentro dall'offesa subita." 

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ASSOCIAZIONE GAETANO PARENTE - BACHECA
Natale 2016 a Palazzo Parente - Aversa

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CULTURA & STORIA
PerdonaTe, incontro a Palazzo Parente Giulio Caracciolo

locandina 17.jpgGiovedì 17 novembre, alle 19.30, sarà presentato a Palazzo Parente, ad Aversa, il libro PerdonaTe di Domenico Delli Curti, il testo vuole porre l'attenzione sul tema del perdono quale elemento per ritrovare la propria serenità interiore. L'evento è stato promosso dalla psicoterapeuta Teresa Gordon in collaborazione con l'Associazione "Gaetano Parente" ed è inserito nel programma del Salotto del Festival Cimarosa, che tradizionalmente si svolge nella cornice cinquecentesca dell'antico Palazzo in via Gaetano Parente. La presentazione si svolgerà nel corso di un incontro-dibattito, moderato dal direttore de L'Eco di Aversa Salvatore de Chiara, che avrà come tema il perdono come lungo processo di comprensione per raggiungere la serenità attraverso la liberazione dal dolore. 

Teresa Gordon, presidente dell'associazione Coming-out Parliamone e membro dell'Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, porrà particolarmente l'attenzione sulla questione femminile del perdono in relazione alle vittime di violenze. Oltre all'autore Domenico Delli Curti, interverranno Antonello Velardi, giornalista e Sindaco di Marcianise, lo psicoterapeuta Pino Tartaglia, l'avvocato Raffaele Delli Curti presidente dell'associazione URBE ed il magistrato Nicola Graziano. Il 20% del ricavato della vendita del libro sarà devoluto al comitato di Aversa dell'A.N.D.O.S.-Onlus.

CINEMA & TEATRO
Alla fine del tunnel con Rodrigo Grande Anna Baia

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Rodrigo Grande è un regista e sceneggiatore argentino, quarantaduenne, ha recentemente presentato alla Festa del Cinema di Roma la sua ultima opera "Al final de tunel", un film tra il visionario e la suspense con una storia in chiaroscuro. La nostra Anna Baia lo ha intervistato in esclusiva. 

Roma. Auditorium parco della musica. Ristorante SparTito, venerdì 29 Ottobre. 
Io un cappuccino e lui un vino rosè, mentre Josè Luis Marìn, seduto accanto a me, riguarda su Instragam le foto della premiére. 

«Il mio colore preferito è l'azzurro perché è il colore del mare e del cielo»; così è iniziata la nostra chiacchierata sull'undicesima edizione della Festa delcinema di Roma alla quale Rodrigo Grande ha partecipato con la pellicola «Al final de tùnel» di cui è sceneggiatore e regista. Poi mi racconta di Roma e sottolinea con verve: «sì Roma è un vulcano di amore e di fuoco. Non capisco, però, perché la gente a Roma va a dormire così presto»; a ciò mi è sembrato opportuno dirgli che le sue ragioni sono motivate dal fatto che non conosca i posti giusti! Mi guarda, mi sorride ed esclama:«ho problemi con l'agorafobia!». A me napoletana, un argentino ha rubato l'ultima parola. Bravo Rodrigo! Dopo qualche sigaretta e qualche sorso di vino rosè mi racconta del suo amore per Sofia Loren e Claudia Cardinale con le quali spera di «avere una notte di fuoco». Ed io rido e sorrido. Con il mio drummino pronto gli chiedo di 8 e mezzo di Fellini e lui :«è la storia di un uomo che piega una donna perché non sa voler bene». Decido di rendere il tutto ancora più metaracconto e mentre si chiacchiera dal mio tablet guardiamo tutti e tre lo spezzone «perché non sa voler bene»: le parole che Claudia ripete a Marcello Mastroianni alias Guido nel film. Rodrigo si aggancia alla pellicola e mi dice :«io sono molto egocentrico ma sono gentile con le donne e con i bambini». Tra foto, brindisi ed autografi che lascia ai passanti arriviamo al suo film. Ridendo ma serioso al tempo stesso mi dice: «è una pellicola maledetta. Chi la guarda muore. Mi piace la reazione del pubblico perché (scherzando) è morto di paura!» 

A: il tuo film è geniale? 
Rodrigo: «Sì» 
Josè: «con il film Rodrigo ha superato il suo tunnel passando dalla parte nera alla libertà». 
R: «Io con il mio film sono passato dalla mia parte nera del cuore ad un intento di possibile libertà». Aggiunge: «Hitchcok è uno stronzo perché mi ha plagiato con anteriorità!» 
 Mi parla, poi, della prossima pellicola anticipandomi che «avrà come protagonisti Josè Luis Marìn, Maribel Verdù e Concha Velasco». Diretto, Josè esclama (ridendo) : «Maribel e Concha ancora non lo sanno!» 
Dopo un'ora circa di chiacchiere e risate gli chiedo un finale per la mia intervista e Rodrigo: «il tuo giornale sarà eliminato dopo questa intervista. Aspetto che fallisca (ride sonoramente)». 
Ah ma l'ultima battuta è stata questa qui «PORCA ROMA SARAI NOSTRA!»
 
 
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