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Questa pagina contiene un singolo articolo inserito il 02.05.15 18:57.

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Una Santa nella Terra dei Fuochi: Suor Maria Raffaella Coppola Rosa Morelli

suor maria raffaela coppola.jpg

Nel 1983 una causa di beatificazione di una monaca cappuccina delle Trentatrè si interrompe. È lo stadio per la successiva beatificazione. Tutto è stato fatto con accurata perizia ma tutto resta sospeso a quella data. Nel 2013, attraverso un percorso singolare - un dipinto, realizzato dal maestro Lavinio Sceral, su San Michele, per la parrocchia in cui è sepolta la cappuccina - la causa viene riaperta e oggi, aprile 2015, a Casale di Principe, centro in provincia di Caserta, c'è un grande fermento ed una grande gioia.

>>>>

Sì, perché oggi, dopo tanti anni, in quella terra che era parte della Campania felix, oggi, purtroppo, nota come 'terra dei fuochi', si parla di una donna, tenera e forte, suor Maria Raffaella Coppola, morta nel 1922 che ha offerto la sua sofferenza per la conversione dei peccatori.

Suor Maria Raffaella è una monaca Cappuccina, secondo l'ordine claustrale di Santa Chiara, nel Monastero di Santa Maria in Gerusalemme, detto dal popolo: delle Trentarè, Monastero voluto, fondato e guidato da un'altra donna forte del '500, la Venerabile Maria Lorenza Longo, - fondatrice anche dell'ospedale degli Incurabili, a Napoli -, comunità di preghiera ora sotto la guida di Madre Rosa Luppoli, ben nota non solo per la sua fervente attività ma anche per l'acuta risposta data alla Litizzetto dopo la visita del Papa a Napoli del 21 marzo.

Suor Maria Raffaella decide di entrare in convento ancora minorenne.

Siamo a Casale di Principe a fine '800; la famiglia, benestante, ha altri progetti su quella fanciulla pia e docile ma, insieme, con una consapevolezza di sé notevole.

Passeranno sette anni e, vincendo tutti i tentativi della famiglia, la giovane donna entrerà in convento. Si ammalerà, inspiegabilmente, di tisi e si offrirà per la salvezza dei peccatori. Morirà a 39 anni, completamente sfiancata ma sempre sorridente. È il 4 ottobre del 1922.

Da allora la sua fama di santità è ininterrotta e questa fama bussa per la riapertura del processo di canonizzazione.

La popolazione di Casale segue con entusiasmo quanto sta accadendo, perché in questa terra martoriata, abbandonata dagli uomini delle Istituzioni come tutto il nostro Sud, abbandono che ha reso possibile tutto quanto è agli onori delle cronache in questi ultimi mesi, un segno chiaro si è levato e quanto accadrà, di bello di buono e di vero, sarà per sempre. Non frutto del caso, non un episodio: per sempre perché gli uomini passano ma l'Amore non muore e non tradisce, apre al futuro, un futuro che sarà certamente felix per gli abitanti di Casal di Principe.

 

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