Archivio degli articoli del Gennaio 2017

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Dove osano le quaglie.... Gennaro Nobile

Primo di una serie di racconti ispirati all'attualità dell'aversano Gennaro Nobile. 


Cielo sopra Bruxelles
16 Febbraio 2015 ore 09:30 
giornata ventosa Sole scialbo  


"Come in alto,così in basso", così recitava una massima di Trimegisto, per indicare come gli eventi e le cose nell'universo rispecchiassero sempre una duplicità. 
Noi oggi sappiamo attraverso la fisica quantistica, e quindi sperimentalmente, che ciò è vero e che anche dal basso, dei piccoli eventi, effettivamente possono incidere sul macrocosmo. Inoltre la teoria dell'unicità,ha dimostrato che siamo tutti interconnessi (vedi l'esperienza di Rosenberg.) su vari livelli di energia, e poiché noi siamo energia spirituale più o meno consapevole, ecco che si pone la questione che sicuramente c'è un legame non solo tra il mondo fisico del macro e del microcosmo ma anche tra il mondo visibile e quello invisibile,sede di altre energie spirituali; ed è ciò che si sta verificando in questi giorni tra il nostro mondo reale e quello invisibile, riguardo alla ribollente questione "Europea". Ma che c'entra tutto questo? Vediamo... 

Per via di una mancata unità politica dei paesi membri,superata in corsa dall'adozione intempestiva dell'euro,ci troviamo a vivere in coincidenza di speculazioni finanziarie che hanno generato una crisi senza precedenti,una situazione drammatica che non ci dà pace. E non trovano pace neanche delle anime illustri che dal mondo dell'invisibile, osservano quello che stiamo facendo noi europei, e che si lamentano senza sosta,quando poi per via dei fatti che accadono nel nostro mondo,non vengono addirittura quasi a singolar tenzone tra di loro. Ma perché,cotanta enfasi?
E' presto detto poiché questo è il caso successo tra Carlo Magno e Napoleone Bonaparte che passeggiando nel limbo della quarta dimensione,si trovano per puro caso a sedersi, presso i giardini pubblici, sulla stessa panchina.

Normalmente ognuno sta nel proprio spazio temporale ma la giornata primaverile ha spinto entrambi ad uscire dal proprio "condominio"se così si può dire,per cui nella zona franca del parco pubblico,si possono fare incontri al di là del proprio tempo. La fortuna o la sfortuna,ha voluto che entrambi,parlassero la stessa lingua anche se con stili un po' diversi, e mentre Carlo Magno,seduto, sfoglia una copia di "Le Monde", si avvicina Napoleone Bonaparte con sotto braccio una copia di "Le Figarò".
Napoleone:«Posso?» indicando la panchina. 
Carlo Magno:«Prego accomodatevi.» 
Napoleone :«Ah! Finalmente una giornata di sole, le mie ossa cominciavano a risentirne.» 
Carlo Magno:«Già, però dopo la ritirata di Russia,pensavo che vi foste ormai abituato al "generale inverno"»dice sogghignando. 
Napoleone:«Come, mi avete riconosciuto?» Carlo:«Certo e chi altro cammina con il cappello di traverso, una mano sullo stomaco ed un'altra dietro la schiena,sempre pensoso ed irascibile senza stare un momento fermo?» 
Napoleone:«E' vero,penso sempre che me ne sono andato troppo presto...»
Carlo:«Lo penso anch'io.» 
Napoleone:«Davvero?»
Carlo:«Sicuro, ma la colpa è vostra!» Napoleone:«Ah, sì e perchè?» 
Carlo:«Non avete letto il giornale stamattina? Marine Le Pen, riscuote sempre più consensi dal popolo, nei confronti di Hollande che non ha mantenuto le promesse fatte,forse distratto anche da altri impegni "personali"poco politici. La candidata della destra nazionale francese propone di uscire dall'Europa e dall'euro, lo stesso in Italia vale per la Lega, l'Europa traballa, non ha coesione, unità d'intenti, ognuno se ne va per conto suo;hanno messo in circolazione una moneta senza allineare prima le economie e senza soprattutto fondare politicamente prima una confederazione,una cosa incredibile per i nostri vecchi tempi,battere tra l'altro moneta per di più cartacea; le nostre monete valevano tanto oro ed argento quanto pesavano. Sono cose da pazzi!» 
Napoleone:«Si, ma che c'entro io in tutto questo?»
Carlo:«C'entrate..c'entrate..»poi spazientito,cambiando improvvisamente idioma, per essere più incisivo, e qui notiamo come il nostro dialetto napoletano sia in realtà una lingua internazionale ovunque conosciuta,non solo in basso dal popolo ma anche in alto nelle sfere celesti :«Aaaa...Piccerì,»probabilmente riferendosi alla sua statura ma anche alla sua giovane età,rispetto a quella di lui,«ma comm, je me faccio 'o mazz tant per scacciare gli Arabi dalla Spagna,mi ergo a difensore della cristianità,istituisco con i miei paladini l'ordine feudale conferendo onori e cariche,fondo l'ordine cavalleresco,l'amor cortese,divulgo l'istruzione e fondo il Sacro Romano Impero e voi mandate tutto all'aria per la vostra ingordigia di potere in quattro e quattr'otto commettendo due errori fatali; e sì mio caro imperatore...» 
Napoleone,ormai inviperito:«e cioè?» Carlo:«La campagna di Russia con migliaia di morti fra la famosa "Grand Armee"e quella d'Egitto con l'annientamento della flotta francese ad Abukir.» 
Napoleone:«Ma sono stati gli eventi della storia che mi hanno trascinato...» Carlo:«Ma quali eventi siete stato voi a rompere il "sasiccio",come si dice a Napoli alla Russia ed all'Egitto,per la vostra voglia di espansione!»
Napoleone:«E quindi?» 
Carlo:«Quindi bastava che foste rimasto nei vostri confini che coincidevano quasi con i miei che vi ho lasciato,che a questo punto consolidato quello che era stato costruito,non avremmo avuto tutte queste difficoltà per costruire una Europa unita.» 
Napoleone:«Ma dopo di voi si sono avute tante vicissitudini,l'impero si era ormai sfaldato...» 
Carlo:«Si ma poi con Luigi XIV, le cose sono andate un poco meglio per la Francia ed anche con la vostra venuta veramente,fino a quando però la mania di grandezza non vi ha pervaso.» 
Napoleone:«Se non altro però io ho lasciato anche delle conquiste civili per l'umanità e cioè il codice napoleonico,la riforma dei cimiteri,la confisca dei beni alla Chiesa,la riorganizzazione dell'esercito.»
arlo:«Qualche furtarello in giro per l'Italia che ha preso la strada per il Louvre ...» 
Napoleone:«Gli aiuti alla repubblica partenopea...» 
Carlo:«Appunto! Bastava che stavate sulla scena ancora almeno cinque anni che l'Italia meridionale non avrebbe avuto questo pauroso arretramento politico sociale ed economico poiché menti insigni come Domenico Cirillo,Eleonora Pimentel Fonseca, Mario Pagano,Domenico Cimarosa erano già al lavoro dal 1799; essi avevano bisogno solo di un po' di protezione contro il re Ferdinando ed i sanfedisti, ed invece tutto è precipitato nel baratro quando l'ossatura per un Europa stabile ed un sud Italia civile era stato costituito.» 
Napoleone:«Ormai è fatta,ma cosa stanno facendo quei due,chi sono?»
Carlo:«Quei due sono Ruggero II, il normanno, e Ferdinando I, il re lazzarone,e stanno facendo pressappoco lo stesso nostro discorso poiché la situazione storica dell'Italia meridionale nasce con RuggeroII che unifica i territori del sud accorpando in una "macro-regione" come si dice oggi,dalle parti della repubblica del pisello,Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania fissando la capitale a Palermo e costituendo così un regno saggiamente amministrato che era il più fiorente in Italia con possedimenti anche nell'Africa del nord sotto forma di protettorato. Anche lì,l'ossatura del futuro regno delle due Sicilie era costituita, fino a quando il tutto non passa nelle mani del re lazzarone che ne combina di tutti i colori e che per la sua ottusità, non tiene conto degli eventi innovativi della rivoluzione francese e segue l'avidità di Maria Carolina,timorosa solo di fare la fine di Maria Antonietta;ah! Se avessero concesso la costituzione, quanto sangue si sarebbe risparmiato e quanto progresso si sarebbe salvato senza finire nelle fauci dei Savoia che con la scusa dell'unità d'Italia hanno depredato e deportato il Sud.» 
Napoleone:«Troppo semplice,in un caso o nell'altro ci sono stati numerosi passaggi storici intermedi che hanno creato discontinuità..» 
Carlo:«E' vero,ma in un caso o nell'altro,l'idea principale era giusta e a chi è toccato venire dopo,non mancavano certo i mezzi per conseguirla, e farla mantenere dopo,cosicché si è fatto un passo avanti e tre indietro ed oggi ci troviamo con una Europa senza consistenza politica alle spalle ed un meridione d'Italia arretrato; questo è il frutto del tentativo che possono solo fare delle quaglie che non sanno osare come le aquile imperiali del passato e tanto meno quelle del presente,come quella americana,che è solo un piccione dalla testa bianca più ingordo di tutti avendo generato lui, saggiamente,per primo la bolla finanziaria.» E ancora continuando: «E non è finita qui'!» 
Napoleone:«Che intendete dire?» 
Carlo:« La sentite questa voce?» Era mezzogiorno e la voce del "muezzin" come giù sulla Terra anche in cielo ora si levava alta con la sua cantilena invitando le anime dei fedeli alla preghiera. Per una questione di "par condicio" almeno in paradiso,la mattina presto era riservata ai buddhisti che recitavano il Gayatri mantra e la sera ai cristiani che cantavano i canti gregoriani. Ma purtroppo allo stato di fatto nonostante l'impegno delle tre più grandi religioni monoteiste,le cose sulla terra non sembravano andare bene. Carlo continua:«Non ci dimentichiamo fra l'altro che l'Islam ora è in particolare fermento e che tutto il continente nero è una caldaia in pressione che sta travolgendo l'Europa con i flussi migratori incontrollati la quale Europa grazie al colonialismo più spietato ha creato le condizioni di povertà più estreme; a Napoli si dice che :«Chest song carruzzell 'e ritorn.»
Napoleone:«E quindi cosa proponete per risolvere questa situazione così estesa e complessa?» 
Carlo:« Di portare in loco non carri armati ma viveri,medicinali, costruire ospedali da campo, scuole, effettuare opere d'infrastrutture, generare insomma ricchezza locale in modo da dissuadere i flussi migratori verso l'Europa, e questo a cascata su tutto il continente africano.» 
Napoleone:«Ma questo avrebbe un costo enorme! Chi paga?» 
Carlo:« Gli stessi paesi beneficiati con dilazione di prestiti e concessioni di vario tipo.» 
«Oggi non è più il tempo delle baionette ma quello delle transazioni politico-commerciali, se vogliamo fare un salto di qualità della vita sul nostro pianeta!!»



Respirare pulito nei giorni di freddo Tiziana D'Aniello*

fuoco-1.jpgSecondo le tradizioni popolari, gli ultimi tre giorni di gennaio sono i più freddi di tutto l'anno. Questi sono comunemente i "giorni della merla" e cadono il 29, 30 e 31 gennaio (secondo alcuni si tratterebbe invece delle giornate dal 30 gennaio al 1 febbraio), giorni nei quali, attraverso dei segni, è possibile capire quale sarà il clima dell'intero anno. Si dice infatti che, se questi giorni sono freddi, la primavera sarà mite e bella, mentre, se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo. 

Questo periodo di freddo induce i cittadini a produrre calore con tutto quanto è disponibile, ma spesso, indipendentemente dalle apparecchiature, il combustibile è tossico. L'uso del proprio riscaldamento a legna come un "inceneritore domestico" per bruciare residui di ogni genere è una vecchia consuetudine. Può sembrare una soluzione facile, comoda e veloce ma chi elimina i rifiuti in questo modo nuoce all'ambiente, agli altri e a sé stesso. Il deposito e la combustione di rifiuti nelle stufe a legna o nei camini provoca l'emissione di sostanze nocive nell'aria, che agiscono soprattutto nelle immediate vicinanze, senza contare che i residui della combustione di rifiuti danneggiano anche la stufa stessa. Non bisogna mai usare una stufa come inceneritore: residui alimentari, giornali patinati, legni verniciati o trattati in qualunque modo, plastica o altre sostanze sintetiche non devono mai essere gettati nel fuoco di qualunque tipo di stufa o camino. Chi brucia altri materiali mette a dura prova la propria stufa, i propri polmoni, l'intonaco della stanza e la pazienza dei vicini. Infatti la mancanza di aerazione forzata e di un sistema di filtraggio, le basse temperature di combustione fanno sì che nelle nostre stufe si formino gas particolarmente nocivi. È soprattutto una questione di salute: molti rifiuti, quali legno, carta, materiali sintetici o materiali composti, contengono metalli pesanti (cadmio, piombo, zinco, rame, cromo, ecc.) e alogeni (cloro, fluoro). La combustione non appropriata fa si che queste sostanze si liberino nell'aria, producendo nel contempo altri derivati nocivi come ossidi d'azoto, acidi cloridrici, idrocarburi, diossine e furani. Il danno causato a tutti gli esseri viventi è rilevante. Gli effetti sulla salute sono molteplici, dalle affezioni respiratorie all'incremento del rischio di ammalarsi di cancro. 

I rifiuti di qualunque tipo non possono essere bruciati né all'aperto né in stufe domestiche o in caminetti, in particolare: 
• Carta, cartoni (che sono riciclabili). E' opportuno utilizzare la carta solo nella misura necessaria per l'accensione. Per lo smaltimento di carta e cartoni si raccomanda perciò la raccolta differenziata. •
 Imballaggi, cartoni del latte e simili (es. Tetra Pak) 
• Scarti di legno da falegnamerie, carpenterie e fabbriche di mobili
 Legno usato ricavato da demolizioni, risanamenti e rinnovamenti di edifici (mobili, finestre, porte, pavimenti) come pure legno di imballaggi (casse, palette...) 
• Imballaggi in plastica (bottiglie e contenitori) Quindi per far funzionare bene la nostra stufa o il nostro camino bisogna: 
• Avere una stufa adatta alla combustione del legno; 
• Utilizzare legna secca e non trattata; 
• Bruciare pezzi di legno di grandezza adeguata; 
• Assicurare che il tiraggio sia sufficiente. 
• Bruciare esclusivamente legna allo stato naturale (cioè non trattata, non verniciata e ben asciutta) e stagionata da almeno due anni. 
• Pellets e trucioli solo negli appositi impianti. I segnali di una buona combustione sono i seguenti: fumo quasi invisibile, nessun odore, cenere grigio chiaro o bianca, poca fuliggine nei camini, fiamme blu o rosso chiaro. 

Uno smaltimento corretto dei rifiuti riduce in modo rilevante l'emissione di sostanze nocive nell'atmosfera. Le analisi dimostrano che la combustione di rifiuti in caminetti o in stufe a legna libera nell'aria una quantità di diossina 1000 volte superiore rispetto a quanto avverrebbe negli impianti di incenerimento dei rifiuti. Inoltre solo questo tipo di impianti è dotato dei filtri prescritti dalla legge. Tutti gli altri tipi di rifiuti vanno eliminati unicamente attraverso la raccolta differenziata, in modo da garantire uno smaltimento rispettoso della salute e dell'ambiente. Piccole attenzioni portano grandi risultati a noi ed alla nostra salute!

*Assessore all'Ambiente Comune di Aversa
 

Accettazione, acquiescenza per facta... Antonio Santi

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Scorro i titoli dei giornali e leggo continuamente della verificazione di situazioni incredibili, assurde, inaccettabili, non scusabili. Ad esempio: "Niente riscaldamento al liceo Righi /_ di Roma _/ e per l'acqua arriva l'autobotte: genitori e studenti in rivolta" (ilmessaggero.it, 16.01,17); "Riscaldamenti nelle scuole, Russo:
«Da uffici Città metropolitana /_ - Napoli - _/ nessuno ha risolto il problema» / Il sindaco di Pomigliano: «Nelle aule c'è una temperatura polare»" (corriere.it odierno); "Ad aprile scorso il Presidente della Regione /_ Campania _/ annunciò il miracolo del Cardarelli /_ - Ospedale di Napoli - _/". Ora consta che: "Barelle, l'emergenza è cronica / Pronto soccorso sempre in tilt" (Cronache di Caserta del 15 gennaio 2017, pag.8).

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Nemmeno Guercino serve... Antonio Santi

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La recente scoperta di un Guercino ad Aversa non mi sembra (spero, sinceramente, di sbagliare) che abbia  aumentato la stima degli aversani nei riguardi della Città. Né provocato, da parte del governo locale, una chiamata alle armi intorno al patrimonio culturale cittadino. Né originato un desiderio di collaborazione tra le associazioni notoriamente animate da un egoistico e sterile protagonismo.

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Alfredo Cordova in mostra a Palazzo Parente, Aversa

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| PALAZZO PARENTE, AVERSA |
| ALFREDO CORDOVA 
Opere 02 - 12 / MIO MEDITERRANEO
Mostra di pittura contemporanea ** |
| Si visita previo appuntamento 335 622 05 73 |
| Organizzano:
CENTRO UNESCO CASERTA
e ASSOCIAZIONE GAETANO PARENTE |

** L'Autore espone insieme ad Alessandro Ciambrone

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L'addio ad Antimo Castaldo

antimo-castaldo-e1443206120689.jpgCon queste parole i familiari di Antimo Castaldo intendono rivolgersi a tutte le persone che sono state e saranno a loro vicine in questi giorni di immenso dolore.

"Per noi familiari di Antimo le ore che hanno seguito la notizia della sua morte sono state come un lungo incubo. Siamo stati sballottati tra obitorio, tribunale, comune, pompe funebri, senza avere la possibilità di raccoglierci nel nostro dolore. Abbiamo toccato con mano affetto e solidarietà ma anche l'indifferenza e la velata ostilità di chi, di fronte alla morte, non è riuscito a superare cose che rientrano nella dialettica professionale, che qualche volta può assumere toni anche aspri. Antimo era cattolico e credeva nella resurrezione dei corpi dopo la morte ed ha maturato la sua scelta della cremazione dopo essersi assicurato che non fosse contro il magistero della Chiesa. Era convito che nella morte bisognasse dimostrare estrema sobrietà, senza inutili sfarzi. Egli era anche convinto che la morte, 'a livella', ci rendesse tutti uguali e che non si dovesse occupare spazio nei cimiteri con cappelle gentilizie o cose del genere. Per questo abbiamo profuso tutto il nostro impegno affinché la sua scelta, la sua non la nostra, fosse rispettata. La disponibilità del suo corpo è stata concessa a noi familiari nel tardo pomeriggio di mercoledì 4 gennaio. Purtroppo, accertato che la morte fosse avvenuta per cause naturali, il magistrato aveva dato il suo consenso alla sepoltura senza aver previsto la possibilità della cremazione. Per questo, a due ore e mezza dal funerale, moglie e figlio erano in tribunale per attestare questa volontà. L'ultima operazione di cremazione dell'impianto di Pontecagnano viene eseguita alle ore 19.00. Per non fare tardi ed evitare di posticipare ulteriormente la cremazione, dal momento che venerdì, giorno dell'Epifania, non sarebbe stato possibile, abbiamo dovuto sottrarci ai saluti di familiari, amici e conoscenti. Ci rammarichiamo e chiediamo scusa a tutti ma noi per primi siamo stati vittime di questa spiacevole serie di eventi".

Il racconto della guerra oltre la notizia Giovanni Sciullo

guerraNotizia.jpgIl 15 gennaio, alle ore 18.00, sarà presentato a Palazzo Parente ad Aversa il libro "La Guerra oltre la notizia" di Ilaria Menale. Il libro presenta note sul giornalismo di guerra partendo dalle storie di due famosi reporter come Franco Di Mare e Toni Capuozzo, che si sono raccontati all'autrice ponendo in primo piano le loro emozioni di uomini prima ancora che la loro esperienza di giornalisti. Il testo va a condurre il lettore oltre i luoghi comuni sulla guerra raccontata dalla stampa, ponendo l'accento sul lavoro del giornalista e sulle esperienze condotti in condizioni estreme, sempre per amore di verità. Il libro, la cui prefazione è stata scritta dallo stesso Franco Di Mare, ha ottenuto il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio. Alla presentazione di domenica 15 gennaio, organizzata dal Serra Club Aversa e dalla professoressa Maria Luisa Coppola in collaborazione con l'Eco di Aversa e l'Associazione "Gaetano Parente", interverranno l'autrice Ilaria Menale, scrittrice e giornalista, ed il giornalista Gino Di Mare.

Il Caffè di Legenda Letteraria Anna Dello Margio

È stato un inverno ricco di incontri al Salotto del Festival Cimarosa a Palazzo Parente, i giovani di Legenda Letteraria hanno animato una serie di appuntamenti con lettura di testi letterari. C'è chi dice che i classici sono molto impegnativi e noiosi. Eppure bisogna ricredersi, dopo aver letto "Reparto numero 6", letto nel mese di novembre, uno dei famosi racconti di Cechov, scrittore russo dallo stile semplice e sobrio, sempre di grande attualità. E' un racconto breve, di solo un centinaio di pagine, che però possono bastare ad interrogare il lettore. Una voce scuote la mente e le nostre coscienze e fa sorgere in noi, nei rapporti quotidiani con gli altri, forti interrogativi. È la linea sottile che divide i sani di mente dai malati, e che mostra come siano difficili da comprendere i valori per cui una società consideri una persona folle, da non comprendere che è soltanto un essere umano che non vuole lasciare desideri incompiuti. 

E' un resoconto delle condizioni manicomiali in cui il tema dominante è quello del limite fra pazzia e normalità. La denuncia di Cechov è contro l'ignoranza, in un degradato padiglione psichiatrico di un ospedale civile della Russia dove sono rinchiuse persone, trattate in un modo disumano. L'incontro fra Andrei Efimyic, psichiatra, con sani principi morali, ma privo di vocazione medica, con il folle Ivan Dmitric, giovane ragazzo pieno di alti valori, ma rinchiuso per la sua forte dedizione al senso civico, alla giustizia e all'onestà, nello scontrarsi con le brutture del mondo e la sofferenza, di cui è stato coinvolto, cambierà solo allora la vita del medico, per aver incontrato solo per caso il mondo della follia. 

È bastata invece una tazza di caffè martedì 20 dicembre, a palazzo Parente in compagnia di Charles Dickens, ci siamo catapultati in un'atmosfera evocativa, in una nuova realtà, fatta di veri valori che non dovremo mai perdere di vista: l'amore, l'amicizia e la solidarietà. È questo il messaggio che lanciano l' instancabile associazione Gaetano Parente in collaborazione con i ragazzi del blog Legenda Letteraria che continuano la loro missione attraverso la lettura di stralci di opere letterarie, stavolta con un classico libro natalizio che non conosce tempo come "Canto di Natale" sempre di grande attualità, suscitando emozioni e sentimenti, con la presenza di un folto pubblico. L'uomo per poter cambiare ha bisogno di essere sorpreso da qualcosa di veramente forte, è questo che capita a Scrooge, il protagonista del celeberrimo romanzo di Charles Dickens, un uomo anziano, avaro ed egoista che diventa buono e altruista proprio nel giorno di Natale, riceve la visita di tre fantasmi: lo spirito del Natale presente, lo spirito del Natale passato e lo spirito del Natale futuro. 

Scrooge è testardo non vuole cambiare, è attaccato ai soldi e agli affari e perciò legato dalle sue catene, vive nella sua ombra, ma con l' arrivo dei fantasmi, qualcosa cambia. La sua coscienza, viene scossa dai fantasmi che lo portano per mano ripercorrendo la sua esistenza attraverso il suo presente e gli mostrano ciò che accadrà in futuro, prende coscienza di tutto ciò e si pente cercando in tutti i modi di rimediare. Può, oggi l'uomo liberarsi dagli errori del passato, c'è ancora una speranza? Dickens, ci insegna un qualcosa di veramente prezioso: la rinascita morale dell'individuo attraverso questo bellissimo racconto, che con la sua note dolente denuncia le diseguaglianza sociale, che esistono purtroppo ancora tutt'oggi. Meraviglia , e magia del Natale si fondano per dare vita ad un miracolo. È il Natale del cambiamento a dare inizio alla trasformazione di un cammino di una profonda riflessione di come l' egoismo non prenda il sopravvento sull'amore. E' un Natale di condivisione , capace di scuoterci, di non lasciarci indifferenti, un cammino di speranza che si apre come è accaduto a Scrooge.


Palazzo Parente: il notaio Gennaro Fiordiliso tiene un corso per l'esame di Notaio

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LUOGO

Aversa (CE), Via Gaetano Parente n.2, Palazzo Parente, cap 81031

 

PERIODO

Gennaio 2017 (data da definire) |  novembre 2017.

Ogni Martedì mattina dalle ore 10:00 alle ore 13:00.

 

VIDEOCONFERENZA

Il corso potrà essere seguito anche in videoconferenza via Skype. e si terrà

 

IDEAZIONE, ORGANIZZAZIONE, REALIZZAZIONE

Notaio Gennaro Fiordiliso

 


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